«Basta manager scelti da politici»

31 Gennaio 2019

Sanità, la candidata presidente Marcozzi presenta il programma di governo M5s

CHIETI. «La sanità abruzzese, un sistema al collasso con sprechi e liste d’attesa». Esordisce così Sara Marcozzi, candidata presidente alla Regione Abruzzo, alla conferenza stampa di presentazione del programma governo del M5s sul diritto alla salute nella nostra regione. «Meno sprechi per trovare le risorse e assumere più personale», questo è l’obiettivo dei pentastellati. Quattro i capisaldi del programma illustrato dalla candidata teatina.
Al primo posto c’è la riorganizzazione della rete ospedaliera, quindi il no secco «ai tagli indiscriminati». Così li definisce Marcozzi. Al secondo posto, la riduzione delle liste d’attesa, in cui – sottolinea la candidata presidente –, «il ruolo dei privati è fondamentale perché vanno a colmare i vuoti della sanità pubblica. Ma la collaborazione», aggiunge, «dev’ essere leale».
Il terzo punto riguarda l’edilizia sanitaria, cioè un altro no secco questa volta ai project financing come quello in corso a Chieti «perché», osserva Marcozzi, «ci sono 228 milioni dello Stato non ancora spesi in Abruzzo». Per quanto riguarda i criteri d’investimento, specifica la candidata, «occorre dare priorità alle zone a rischio sismico più alto». Ma ancora più importante per i 5 Stelle e la trasparenza nelle gare d’appalto. Così come «la politica non deve più occuparsi della nomina dei direttori generali delle Asl», un concetto ribadito anche dal ministro Grillo.
Arriviamo così al quarto punto: la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica delle Asl. In parole semplici le prenotazioni di visite o il cambio di medico attraverso un semplice clic sulla tastiera, e magari da casa, senza sottoporsi a lunghe ed estenuanti file. Oppure il cosiddetto “fascicolo medico elettronico” facilmente scambiabile da una Asl all’altra senza ricorrere al cartaceo e a tempi lunghi. Un lavoro, questo, che avrebbe dovuto garantire l’ente strumentale della Regione chiamato Arit. «Che in Abruzzo», denuncia Sara Marcozzi, «ha solo 22 dipendenti con una disponibilità annuale di 800mila euro utilizzati esclusivamente per pagare il personale. Nel vicino Molise», aggiunge, «lo stesso ente ha 50 dipendenti e un budget di 6 milioni». Ecco perché i tempi in Abruzzo diventano da fenomeno carsico. «Ma non basta», dice la candidata che propone l’istituzione di un ufficio ispettivo centrale «che vigili sul buon funzionamento delle Asl e non solo», afferma guardando i consiglieri che le sono accanto, Pettinari e Smargiassi, che da anni sono impegnati in blitz negli ospedali a caccia della sanità che non va. Le ultime frasi di Marcozzi sono decisamente ad effetto come questa: «In Abruzzo la sanità è usata dalla politica come bancomat». Oppure la denuncia contro il possibile voto di scambio che si celerebbe dietro i servizi esternalizzati dalle Asl che, secondo la candidata pentastellata, «servono per controllare le assunzioni». L’ultimo pensiero è rivolto a chi vive un dramma familiare continuo. La Marcozzi promette più fondi, magari strutturali, per la vita indipendente e il caregiver. (l.c.)