«Basta ritardi, vado dal prefetto»

Il consigliere Straccini (M5s) lascia l’aula infuriato: dopo un’ora di attesa l’assemblea non è più valida
MONTESILVANO. Il consiglio comunale inizia per l’ennesima volta in ritardo e il consigliere del Movimento 5 Stelle, Gabriele Straccini, abbandona l’aula. Ma non solo. Il pentastellato si dice pronto a rivolgersi al Prefetto di Pescara per segnalare l’accaduto, che ormai si verifica con frequenza a ogni appuntamento dell’assemblea comunale.
È quanto accaduto ieri mattina in piazza Diaz dove alle 9 era in programma una seduta del consiglio comunale con una scaletta molto ricca di delibere in discussione e di mozioni promosse dall’opposizione. Un appuntamento al quale il pentastellato si è presentato con puntualità a differenza della maggior parte degli altri consiglieri, cosa che ha comportato lo slittamento dell’inizio dei lavori. E così, scattate le 10, con un ritardo di più di un’ora, Straccini ha atteso l’appello per poi comunicare al presidente del consiglio comunale Ernesto De Vincentiis e ai colleghi consiglieri che avrebbe abbandonato l’aula, rinunciando al gettone di presenza.
«Solitamente i consigli comunali vengono convocati alle 10. E puntualmente iniziano in ritardo», evidenzia l’esponente di opposizione. «Questa volta la seduta è stata convocata alle 9, per cui una volta arrivato ho subito premesso che non avrei tollerato il solito ritardo. E invece, anche in questa occasione, ho atteso per più di un’ora e al momento opportuno, anche in qualità di vicepresidente del consiglio comunale, ho fatto presente che a mio avviso l’assemblea non era più valida. Mi aspettavo delle scuse che avrei accettato e sarei rimasto. Ma ciò non è accaduto, e così ho deciso di andare via. Scriverò al prefetto, perché questa è una situazione che si ripete ormai da troppo tempo, non solo durante i consigli, ma anche nelle commissioni. Credo sia un’assoluta mancanza di rispetto verso la minoranza e verso i cittadini».
Comprende le ragioni del collega consigliere, ma giudica esagerata la scelta di abbandonare l’aula, il presidente del consiglio comunale De Vincentiis, anche lui sempre tra i primi ad arrivare all’appuntamento in sala Santavenere. «Sul fatto dei continui ritardi, il consigliere Straccini ha ragione», commenta, «perché ci dovrebbe essere più rispetto sia nei confronti dei cittadini che decidono di seguire la seduta in presenza o in streaming, sia nei confronti dei consiglieri che arrivano sempre puntuali in consiglio. E va riconosciuto al consigliere Straccini e agli altri componenti della minoranza l’estrema puntualità dimostrata in ogni occasione. Fatta questa premessa, ed evidenziando che il ritardo non dipende mai da me, che alle 8.30 ero già in Comune, penso che la protesta di oggi (ieri, ndc) sia stata esagerata. Intanto perché il sindaco era impegnato in un altro appuntamento istituzionale e poi perché c’erano delle delibere importati sulle quali discutere, tra cui quelle sui futuri poli per l’infanzia». Proprio per questa ragione, a detta del presidente del consiglio, il pentastellato avrebbe dovuto tollerare quel minuto di ritardo (oltre l’ora) che non poteva far annullare la seduta. «La dimostrazione di ciò che dico arriva anche dal fatto che la restante parte dell’opposizione», prosegue De Vincentiis, «è rimasta seduta al proprio posto, non cedendo alla polemica politica e dimostrando un grande senso di responsabilità».

