Batteri e infezioni: la sfida dei medici dopo la lotta al Covid

15 Ottobre 2022

Fazii e Parruti: servono investimenti con personale dedicato Il presidente Marsilio: pronti a sostenere i nostri virologi 

PESCARA. Le strategie di sviluppo del controllo delle infezioni causate dai microrganismi. È questo il tema principale di “Microbiology & Infections”, il congresso di tre giorni, a Francavilla, che si chiude oggi.
Curata dai responsabili scientifici Paolo Fazii, direttore dell’Unità operativa complessa di Microbiologia e virologia della Asl di Pescara, e Giustino Parruti, primario dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive, attraverso gli interventi di diverse figure dell'ambito sanitario provenienti da tutta Italia, l’appuntamento mira a fare la sintesi delle conoscenze attuali relative alle problematiche infettive, partendo soprattutto dalle infezioni causate da microrganismi come batteri, funghi, virus che colonizzano gli ambienti frequentati dall'uomo. Se alcuni vivono in simbiosi con il corpo umano senza causare danni, altri possono diventare letali.
La prima edizione del convegno si tenne a dicembre 2019, poche settimane prima dell’esplosione della pandemia. Oggi, a distanza di tre anni, l’esperienza drammatica del Covid ha acceso i riflettori su quanto sia urgente saper gestire e controllare il dilagare di un’infezione, per tutelare il benessere sanitario, ma pure sociale ed economico. «Oggi c'è una consapevolezza “laica”, diffusa, che è stata alimentata dall'esperienza del Covid, sull'importanza delle infezioni correlata all'assistenza», spiega Parruti. «La normativa legata al regime di emergenza sta finendo e occorre una gestione ordinaria – politica, per mantenere le risorse su questo problema».
La tre giorni ha fatto il punto su ciò che serve in Abruzzo e in Italia «affinché il controllo delle infezioni ospedaliere possa essere mantenuto sugli standard attuali, e se possibile potenziati». Durante il congresso Parruti ha illustrato l'esperienza decennale del Goe, il gruppo operativo epidemiologico della Asl di Pescara, Massimo Andreani ha raccontato quella del policlinico di Tor Vergata e Marianna Meschiari dell'azienda ospedaliera di Modena. La giornata di ieri ha rappresentato il clou con la partecipazione delle autorità istituzionali, Marco Marsilio, presidente della Regione, Nicoletta Verì, assessore regionale alla Sanità e Vincenzo Ciamponi, direttore generale della Asl di Pescara, richiesta dagli organizzatori per lanciare appelli precisi. «Per continuare a gestire le infezioni, occorre un chiaro mandato aziendale, e degli investimenti, che ci sono già stati e che vanno mantenuti, con personale dedicato al controllo delle infezioni, ma anche generale per un rapporto giusto con i pazienti», specifica Parruti. Altre risorse per l'infettivologo vanno sul piano degli investimenti tecnologici, per accelerare sull'informatizzazione dei dati sia in ambito ospedaliero che regionale. «Abbiamo ricevuto dal presidente, dall'assessore e dal direttore generale la massima attenzione su tutti i temi».
«È' stato proprio grazie alla collaborazione tecnico-scientifica prestata dai medici, in primis microbiologi e virologi, della cui esperienza ci siamo giovati nell’ambito di diversi comitati», ha detto infatti Marsilio nel corso del suo intervento, «se l'Abruzzo ha potuto affrontare l'emergenza del Covid-19 anticipando, in molti casi, le misure nazionali. Un buon esempio di sanità pubblica da potenziare ulteriormente e da sviluppare su tutto il territorio regionale».
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