Bellelli è il nuovo procuratore: è arrivata la nomina del Csm

23 Settembre 2021

Originario di Chieti, 59 anni, è stato eletto con 14 preferenze, sei in più rispetto al collega Di Florio Attuale capo della Procura di Sulmona, ha iniziato come sostituto a Caltagirone, poi 20 anni a Pescara

PESCARA. Giuseppe Bellelli, 59 anni, originario di Chieti, è il nuovo procuratore di Pescara e prende il posto di Massimiliano Serpi che aveva lasciato la sede esattamente un anno fa. Lo ha nominato ieri mattina il plenum del Consiglio superiore della Magistratura che lo ha votato a larga maggioranza attribuendogli ben 14 voti, preferendo la sua candidatura a quella del collega Giampiero Di Florio cui sono stati attribuiti 8 voti.
È stata una decisione veloce, senza neppure un intervento, contrariamente a quanto accaduto per tutte le altre nomine vagliate nelle due ultime sedute del plenum. Per la sede di Pescara in verità erano tre le candidature: c’era anche quella di Ettore Picardi (della procura generale dell’Aquila) che nella prima votazione, quella che doveva servire a ridurre a due i concorrenti, aveva riportato soltanto 3 voti. Gli stessi tre voti (soltanto dal punto di vista numerico visto che la votazione è segreta) che si sono aggiunti agli 11 riportati nella prima votazione da Bellelli, e che lo hanno fatto quindi salire a 14. Per il neo procuratore di Pescara si tratta quindi di un ritorno nella città adriatica, dove ha lavorato come sostituto dal 1995 fino alla sua nomina, nel settembre del 2015, a procuratore di Sulmona. La sua prima nomina era stata invece quella di sostituto alla procura di Caltagirone: quindi una carriera tutta da requirente e in settori importanti e delicati, come ha sottolinea il suo relatore, Giuseppe Marra.
A Pescara venne inizialmente assegnato al settore riguardante i reati di bancarotta, finanziari, sessuali e ai danni delle così dette fasce deboli, oltre a quelli ambientali e contro la pubblica amministrazione.
Dal 2000 in poi, Bellelli è stato assegnato a gruppi di specializzati in materia di criminalità economica, ma anche di sfruttamento della prostituzione, e poi rifiuti e inquinamento. Apprezzato è stato poi anche il lavoro svolto alla guida della procura di Sulmona, dove ha raggiunto risultati ampiamente evidenziati al plenum. Dunque, una carriera professionale di indubbio spessore, contrassegnata sempre da una grande umanità che il magistrato ha dimostrato nel seguire le tantissime inchieste che portano la sua firma. Un grande rispetto per le persone che oggi rappresenta un valore aggiunto per chi ricopre un incarico così importante. Al plenum è stato evidenziato anche il lavoro organizzativo proposto da Bellelli per Pescara che dimostra, a detta del suo relatore Marra, una «sicura conoscenza dell’attuale assetto organizzativo della procura di Pescara e della realtà criminale presente nel territorio». Nel suo rapporto informativo, anche la procura generale dell’Aquila ha evidenziato l’egregio lavoro svolto da Bellelli a Sulmona, sottolineando le sue «rilevanti capacità professionali e le sue doti di equilibrio, oltre alla conoscenza approfondita dei meccanismi di funzionamento della giurisdizione». «Bellelli», si legge nella relazione di presentazione al plenum, «ha avuto modo di operare a inizio carriera nella veste di requirente, anche in una realtà territoriale particolarmente diversa quale è quella sottoposta al controllo della procura di Caltagirone, misurandosi con le attività di contrasto a fenomeni criminali anch’essi di estrazione significativamente differenti, esperienza che ha indubbiamente contribuito ad arricchire ulteriormente il suo complessivo percorso».
Due, in particolare, sono le inchieste che a Pescara hanno segnato il cammino del nuovo procuratore, e che portarono la città agli onori delle cronache nazionali e non solo. Si tratta dello scandalo Sanitopoli che nel 2008 decapitò la giunta regionale guidata all’epoca dall'ex senatore Ottaviano Del Turco, e il complicatissimo processo sulla discarica abusiva di rifiuti tossici e nocivi più grande d'Europa, quella di Bussi, scoperta nel 2007.
Il processo sulla sanità, che Bellelli costruì con il collega Giampiero Di Florio, con la supervisione dell’allora procuratore Nicola Trifuoggi, fu portato avanti con elementi di indagine che hanno poi retto fino al terzo grado di giudizio. E poi lo scandalo di Bussi. Un processo difficile anche per la forza del colosso imprenditoriale che Bellelli (con l'attuale procuratore aggiunto Anna Rita Mantini) si trovò di fronte: la ex Montedison poi Edison. E ora torna a Pescara quando i colleghi Mantini, Benigni e Sciarretta sono ancora alle prese con Bussi e un'altra inchiesta aperta da poco.