Bellucci, la magia del piano in Abruzzo

14 Giugno 2014

L’anteprima dei sette concerti dedicati alla musica sinfonica di Listz

CHIETI. Assediato da fan e amici non riesce a raggiungere l'uscita. Del resto Giovanni Bellucci più che un pianista è una star. Un artista di fama mondiale che nei prossimi mesi si esibirà in tutto l'Abruzzo. Bellucci quando ha davanti a se un pianoforte regala magie. E una serata magica è stata quella dello scorso 15 maggio al teatro di Marrucino dove il maestro ha presentato il suo “Pianoforte sinfonico di Liszt”. Anche perché oltre ai virtuosismi sulla tastiera, chi ha avuto l'onore di assistere al concerto ha potuto dare una mano alla ricerca: parte del ricavato è stato donato all'Airc (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro).

Il programma in anteprima al Maruccino è un omaggio al pianista ungherese Franz Liszt. «È il mio compositore feticcio», spiega. «Rivisita la cultura musicale dell’800 e, in parte, del ’700». Si va dal Requiem di Mozart, per passare a Beethoven, passando dalla Sinfonia Fantastica di Berlioz, fino a Rossini, Bellini, Verdi. Brani noti anche ai meno avvezzi alla musica classica, ma che regalano emozioni nuove e intense «perché», spiega il maestro, «sono passati sotto la lente deformante e il giudizio critico di Listz»

Il resto lo fa Bellucci: accarezza i tasti del pianoforte e dà vita a suoni che stupiscono. Un si, un re e un la possono essere gridati o sussurrati, drammatici o dolci. il tutto si traduce in emozioni per il pubblico, che quasi trattiene il respiro.

Concentrando l'attenzione sulle sue mani, si assiste a uno spettacolo nello spettacolo. A tratti non si riesce a distinguere le dita, che sfiorano o strapazzano i tasti. Le braccia si incrociano e si allargano sulla tastiera passando da un'ottava all'altra. Passaggi rapidi, a tratti frenetici, che si susseguono e alternano con momenti di calma solo apparente.

Alla fine di ogni brano, mentre il pubblico applaude, lui passa un fazzoletto sulla fronte «L'attività pianistica ha un qualcosa di atletico», si giustifica. «Una prestazione di due ore, con un alto rischio di errore, porta grande stress psico-fisico». E la misura dello sforzo è data dal fatto che un solo pianoforte, suonato da un solo uomo, sembra un'orchestra.

Uno spettacolo di cui il concerto del Marrucino è stato solo un preludio: Bellucci si esibirà altra 7 volte in Abruzzo. Un’occasione per colmare una lacuna causata da «un rapporto saltuario». «Ma qui», sottolinea Bellucci, «ho tanti amici». Ed è proprio grazia all’amicizia con la pianista Raffaella Patricelli che uno dei più autorevoli pianisti del nostro tempo ha regalato e regalerà emozioni agli appassionati, e non solo, d’Abruzzo.

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