Benzinai, due giorni di sciopero Ecco gli impianti che apriranno

6 Novembre 2019

PESCARA. Benzinai in sciopero per due giorni, oggi e domani, su strade e autostrade di tutta Italia, Abruzzo compreso. La protesta dei gestori di Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa...

PESCARA. Benzinai in sciopero per due giorni, oggi e domani, su strade e autostrade di tutta Italia, Abruzzo compreso. La protesta dei gestori di Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio comporterà disagi per tutti gli automobilisti a causa dell’interruzione dei servizi e quindi della chiusura, annunciata dai sindacati di categoria, degli impianti di rifornimento dei carburanti sulla rete autostradale, compresi tangenziali e raccordi, a partire dalle 6 di stamattina e fino alle ore 6 di venerdì. Si annunciano 48 ore di passione visto che, come annunciato dai sindacati, la serrata sarà totale e coinvolgerà anche i distributori self-service.
Per limitare i disagi, la Prefettura di Pescara ha diramato l’elenco della giunta regionale con l’indicazione delle stazioni di servizio che, secondo quanto risulta, dovranno rimanere aperte durante lo sciopero. Si tratta degli impianti di rifornimento Torre Cerrano ovest, al chilometro 363 dell’A14 da Bologna a Taranto; Trigno ovest (chilometro 459) sull’A14 da Bologna a Taranto; Riovivo est (chilometro 474) sull’A14 da Taranto a Bologna; Alento est (chilometro 394) sull’A14 da Taranto a Bologna; Tortoreto est (chilometro 324) sull’A14 da Taranto a Bologna; Valle Aterno est (chilometro 101) sull’A24 Teramo-L’Aquila-Roma; Monte Velino sud (chilometro 72) sull’A25 da Roma a Pescara; Brecciarola nord (chilometro 175) sull’A25 da Pescara a Roma. Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, invita tutti gli automobilisti a ricordarsi di fare il pieno “poiché il servizio verrà interrotto in tutte le pompe stradali e autostradali del nostro Paese”, evidenzia. Le ragioni dello sciopero generale dei benzinai sono da ricercare nel "silenzio assordante del governo e nell'indifferenza del Mise" di fronte «alla strage di diritti cui viene sottoposta la categoria dei gestori», si legge in una nota congiunta, oltre che in una politica fiscale “sbagliata” che ha portato ad adottare provvedimenti non condivisi come la fatturazione elettronica, i registratori di cassa e l’illegalità contrattuale. (y.g.)