Benzinaio multato per i prezzi gonfiati

Nei guai il titolare di un distributore: ai clienti faceva pagare tariffe diverse rispetto a quelle che erano indicate nei cartelli
PESCARA. I cartelli in strada indicavano un prezzo, ma poi quando gli automobilisti andavano a fare rifornimento si trovavano a pagare una tariffa ben diversa, con una maggiorazione di oltre 20 centesimi a litro. Un trucchetto questo che non è passato inosservato alla guardia di finanza di Pescara impegnata in controlli a tappeto anti speculazioni. E questo nell’ambito della operazione No Stop, condotta h 24 su tutto il territorio provinciale, dal 17 a ieri. A proporre carburante a prezzi fasulli, era un benzinaio no brand della città, subito sanzionato. Conti alla mano, l’irregolare pubblicizzazione delle cifre mostrate sui cartelli “tarocchi” comportava per la pompa bianca un guadagno netto illecito di 10 euro in più rispetto alla media attuale per ogni pieno effettuato. E quindi oltre 30 euro rispetto al valore medio del prezzo praticato nello stesso periodo del 2021. «Si tratta di una condotta grave, perpetrata a danno dei consumatori in un momento in cui l’escalationsenza freni delle tariffe “alla pompa” interferisce con i legittimi moti di ripresa dell’economia post-pandemica», sottolinea il colonnello Antonio Caputo, comandante provinciale delle fiamme gialle di Pescara. Fiamme gialle che, la settimana scorsa, in un’altra operazione, denominata Oro Nero, avevano smantellato una colossale truffa nazionale, costata allo Stato una materia imponibile pari a più di 207 milioni di euro, per un’Iva evasa di oltre 45 milioni di euro.
In soli 5 giorni, le pattuglie della finanza hanno effettuato, 5 controlli sulla circolazione delle accise e 39 verifiche sul rilevamento prezzi.
«Una fitta rete di controlli amministrativi», spiega il colonnello, «che ci hanno consentito di scandagliare il fondale del commercio degli idrocarburi. Gli esiti investigativi raccolti costituiscono input per ipotesi di truffa aggravata, aggiotaggio, manovre speculative su merci, gravi fenomeni penali che possono emergere nel settore delle frodi sul carburante. Il nostro intento», prosegue Caputo, «è quello di agire a 360 gradi. Ecco perché No Stop prevede due fasi operative: la prima si è conclusa ieri appunto, con un primo set di controlli alle pompe, la seconda parte oggi e prevede la ricerca dei mercati opachi degli idrocarburi e, in parallelo, l’analisi sull’andamento dei prezzi».
Ma al vaglio della guardia di finanza ci sono anche i prezzi dei beni di prima necessità. Passati al setaccio i supermercati locali per verificare la regolare esposizione del tariffario e rilevare i prezzi su pesce, ortaggi, olio, farina. Tutto questo nell’ambito dell’operazione Stop Fake, che, sottolinea Caputo, «sarà implementata per bloccare sul nascere eventuali disegni fraudolenti nel settore agroalimentare».

