Berardi: «Non accetto il posto in giunta»

La consigliera rifiuta l’offerta del sindaco. All’incontro con Di Matteo erano presenti solo due “dissidenti” del centrosinistra
PESCARA. Il rimpasto in giunta si farà, ma sarà dimezzato rispetto alle previsioni. Ieri la consigliera della lista civica Pescara bene comune Gabriella Lola Berardi ha sciolto la riserva e ha rifiutato l’assessorato offerto da Marco Alessandrini per sostituire Loredana Scotolati. La prima reazione del sindaco è stata quella di richiedere una riunione per oggi del gruppo consiliare del suo partito, il Pd. «La consigliera Berardi», ha detto il primo cittadino, «non è disponibile a fare l’assessore, circostanza comunicatami questo pomeriggio (ieri, ndr). Domani (oggi) ci sarà una riunione del gruppo del Pd, all’esito del quale ci saranno idonei aggiornamenti».
ENTRA SOLO PRESUTTI. Il no della Berardi, probabilmente, ha spiazzato Alessandrini, che sperava di far entrare in giunta la consigliera per riavvicinare le liste civiche alla coalizione, in vista anche delle elezioni comunali del prossimo maggio.Ora entrerà in giunta solo il capogruppo del Pd Marco Presutti, in sostituzione del dimissionario Giuliano Diodati, braccio destro del consigliere regionale Donato Di Matteo, con le sue stesse deleghe: bilancio, tributi, mobilità e sport.
VERTICE DA DI MATTEO. E proprio Di Matteo ha convocato per ieri sera una riunione nel suo ufficio alla Regione invitando i sei consiglieri comunali che in qualche modo hanno dimostrato di non condividere alcune scelte compiute recentemente dall’amministrazione comunale. L’obiettivo è quello di costituire nuove liste civiche, in vista delle prossime elezioni, cercando di reclutare anche esponenti nella sfera del centrosinistra.
Erano stati invitati Giuseppe Bruno, capogruppo della lista civica Liberali-centro democratico-popolari; Gabriella Lola Berardi e Adamo Scurti, di Pescara bene comune; Massimiliano Pignoli, della Lista Teodoro; Riccardo Padovano, dei socialisti; Tiziana Di Giampietro, del Pd. All’appuntamento, invece, si sono presentati Bruno, Scurti e un delegato inviato da Pignoli in quanto l’interessato aveva la febbre. Erano presenti, oltre a Di Matteo, anche gli ex assessori comunali Giuliano Diodati e Sandra Santavenere. «Abbiamo fatto una riunione per decidere le strategie per i prossimi appuntamenti elettorali e niente di più», ha raccontato Diodati, «non c’è nessuna intenzione di far cadere il sindaco».
CHI HA DISERTATO. «No non sono andata alla riunione», ha confermato la Berardi, «per il momento non voglio avere alcun pensiero». Simile la dichiarazione di Pignoli. «Deciderò nei prossimi giorni se rimanere nel mio gruppo», ha affermato, «se le scelte del gruppo coincideranno con le mie, continuerò ad essere fedele come lo sono sempre stato». Un netto rifiuto è invece arrivato da Padovano. «Smentisco qualsiasi mia partecipazione a riunioni o incontri con Donato Di Matteo allo scopo di creare un gruppo in vista delle prossime elezioni comunali. Sono candidato a sindaco di Pescara e abbiamo già due liste per sostenermi e a dicembre ne arriverà una terza». La Di Giampietro, infine, ha fatto sapere che è e rimarrà del Pd.
«PERCHÉ HO DETTO NO». La Berardi ha spiegato così la sua scelta di rifiutare l’assessorato. «Ho detto no per motivi personali e politici», ha fatto presente, «mancano pochi mesi alla fine della consiliatura e non me la sento di andare ad occupare un posto così importante per poco tempo». «Se il sindaco me l’avesse proposto prima, forse avrei accettato», ha concluso la consigliera, «tuttavia, non è che non mi abbia solleticato l’idea. Ringrazio comunque Alessandrini per avermi offerto questa opportunità».
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