Bergoglio dialogherà anche con i detenuti
Da lui una delegazione di ragazzi delle carceri abruzzesi con gli agenti della penitenziaria
L’AQUILA. All’Aquila Papa Francesco incontrerà anche i detenuti. Nella prima tappa della storica visita – quella in piazza Duomo – il pontefice parlerà infatti con una rappresentanza di ragazzi ospiti delle carceri abruzzesi – di Pescara, Chieti, L’Aquila, Avezzano e Sulmona – insieme ad altri che hanno già scontato la pena, guidati dal Garante regionale dei detenuti Gianmarco Cifaldi.
Con loro anche il presidente del Tribunale di sorveglianza, Maria Rosaria Parruti, i dirigenti e il personale di polizia penitenziaria.
A darne notizia è stato il cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell’Aquila: «Il Papa durante un suo intervento ha ricordato che il carcere è luogo di pena, nel duplice senso di punizione e di sofferenza, e ha molto bisogno di attenzione e di umanità. È un luogo dove tutti, polizia penitenziaria, cappellani, educatori e volontari, sono chiamati al difficile compito di curare le ferite di coloro che, per errori fatti, si trovano privati della loro libertà personale».
Ancora il cardinale: «In effetti nel carcere, che per molti è un pianeta sconosciuto, ci sono persone concrete. Esistono le mura che delimitano l’area della detenzione, ma esistono anche le barriere del pregiudizio, che segnano le dimensioni dell’esclusione. Proprio perché possano essere abbattuti i muri dell’indifferenza nei confronti del mondo carcerario, accolgo con gioia la disponibilità delle autorità preposte a permettere la presenza di alcuni detenuti all'incontro con il Santo Padre».
Fervono i preparativi in vista dell’incontro, definito dallo stesso Garante regionale molto importante. «Il Papa ha più volte manifestato la sua vicinanza e il suo pensiero nei confronti dei detenuti e del mondo del carcere», osserva Cifaldi, «per noi è l’occasione per manifestare il nostro apprezzamento e il nostro grazie. Il messaggio di Francesco ci darà maggiore forza per affrontare al meglio tutti quei progetti volti al corretto recupero e al reinserimento degli ospiti dei nostri istituti di pena».
I ragazzi doneranno al Papa alcune opere realizzate nei laboratori artigianali delle carceri abruzzesi. (l.t.)

