BERGOGLIO E LA CHIESA PER I POVERI

23 Maggio 2016

di ORAZIO LA ROCCA Quasi una intera settimana dedicata a lanciare richiami in difesa dei poveri e degli sfruttati di tutto il mondo e per condannare quanti rincorrono lussi, soldi, potere, vanità,...

di ORAZIO LA ROCCA

Quasi una intera settimana dedicata a lanciare richiami in difesa dei poveri e degli sfruttati di tutto il mondo e per condannare quanti rincorrono lussi, soldi, potere, vanità, ambizioni - “Anche all’interno della Chiesa” - a discapito di bisognosi, deboli, rifugiati ed immigrati che scappano da guerre, malattie, violenze. E’ la settimana lavorativa che papa Francesco si appresta ad archiviare, dopo essere stato per diversi giorni in prima linea per mettere in guardia chi si lascia trascinare dai mali del dio danaro. Un male che, stando a quanto emerge dagli appassionati interventi papali dei giorni passati, affonda la proprie radici anche all’interno delle stesse gerarchie ecclesiali, contro le quali papa Francesco non intende risparmiare anatemi e condanne col chiaro intento di essere il pastore universale di una “Chiesa povera e per i poveri”, come lo stesso Bergoglio annunciò tre anni fa all’inizio del suo pontificato.

Un tema, la messa alla berlina di lussi, soldi e potere in mano a pochi a scapito di poveri ed indigenti, che sta tanto a cuore al papa, figlio di una terra che - prima di ascendere al Soglio di Pietro - ha servito tra i poveri delle favelas di Buenos Aires e di tante altre grandi e piccole città argentine. E i ripetuti richiami e le forti condanne papali contro ricchezze “facili, potere e vanità” fatte nei giorni scorsi lo hanno dimostrato ancora una volta. Non può non sorprendere, però, che Bergoglio lo abbia fatto in più interventi, iniziando lunedì scorso all’apertura in Vaticano dell’Assemblea della Cei (Conferenza episcopale italiana) quando davanti alle assise dei vescovi ha messo in guardia “dalle tentazioni mondane” alti prelati, presuli, monsignori e persino semplici parroci.

Ai vescovi italiani chiamati, tra l’altro, a ratificare i risultati del gettito dell’8 per mille (tornato ad oltre un milione di euro annuale sulla base delle scelte fatte dagli italiani alla dichiarazione dei redditi dello scorso anno) ha ricordato che è cosa “buona e giusta” non rincorrere le ricchezze .

Tasto battuto con inaspettata tempestività appena 24 ore dopo nell’omelia tenuta nella residenza di Santa Marta, prendendo spunto dal passo del Vangelo che racconta la disputa intercorsa tra i discepoli di Cristo su chi tra loro doveva essere il “primo”. Senza fare nemmeno un minimo cenno alle critiche che dall’assemblea Cei sono piovute sulla legge sulle unioni civili approvata dal Parlamento italiano, Bergoglio dalla sua cappella privata ha nuovamente tuonato contro “soldi e potere, vanità e tentazioni mondane che sporcano, dividono e distruggono la Chiesa”. «Ci farà bene chiedere al Signore - il monito finale del Pontefice - che ci illumini e ci faccia capire che questo spirito mondano è nemico di Dio». E, forse per essere ancora più esplicito, ha toccato gli stessi argomenti sia giovedì che venerdì quando - ancora dall’omelia di Santa Marte e da un intervento flash via Twitter rilanciati dalla Radio Vaticana e dall’Osservatore Romano - ha ricordato che “il lavoro nero, lo sfruttamento del lavoro in genere è una nuova schiavitù ed è un peccato mortale”. Per concludere che “il sangue di chi è sfruttato nel lavoro è un grido di giustizia al Signore” e che “è più importante un bicchier d’acqua nel nome di Gesù che tutte le ricchezze accumulate con lo sfruttamento della gente”.

Richiami, moniti, condanne che hanno avuto un’altra sorprendente eco nel nuovo tweet lanciato dall’account @Pontifex in cui papa Francesco spende poche ma decise parole per rilanciare il tema dei diritti umani violati in tante parti del mondo, ricordando che “l’impegno deciso per i diritti umani nasce dalla consapevolezza del valore unico e irripetibile di ogni persona”. Non è un caso che Bergoglio dedichi tanta attenzione verso tematiche scomode come difesa dei poveri, condanne di ricchezze e vanità, rilancio dei diritti umani, al punto che quasi tutti gli interventi fatti in settimana ne hanno parlato.

Papa Francesco - filtra Oltretevere - vuole veramente una Chiesa più “pulita e trasparente” e più vicina ai poveri. E i suoi interventi lo provano, anche se le resistenze, fuori e dentro la Chiesa, non sono poche.

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