Berlino, Fabrizia è tornata nella sua amata Sulmona. Camera ardente a casa con mamma e papà

24 Dicembre 2016

La salma dell'abruzzese vittima del'attentato nella capitale tedesca è arriva in Italia a Ciampino dove è stata accolta dal presidente della Repubblica Mattarella. Poi il viaggio verso l'Abruzzo. Funerali il giorno di Santo Stefano

SULMONA. Natale a casa per Fabrizia. Mamma e papà l'hanno riportata a casa, in via dell’Arabona. E la vegliaranno nella notte della vigilia e durante tutto il Natale. Fino ai funerali previsti nel giorno di Santo Stefano, alle 11, nella Cattedrale di San Panfilo. Il desiderio di vivere un ultimo momento di intimità con Fabrizia è stato espresso dai genitori alle persone più vicine.

L’AEREO. La salma di Fabrizia Di Lorenzo, la 31enne di Sulmona vittima dell’attentato di Berlino, è rientrata all’aeroporto di Ciampino, intorno alle 11,30. È stata accolta dalle massime autorità dello Stato. Da lì il feretro riprenderà il viaggio verso Sulmona. La città peligna attende il ritorno della ragazza per darle l’ultimo abbraccio. Mamma Giovanna aveva espresso il desiderio di poter riportare a casa la figlia prima di Natale. E così è stata. Le autorità tedesche, sollecitate anche dall’intervento del ministro degli Esteri Angelino Alfano, hanno permesso che il desiderio dei genitori venisse esaudito. A Roma, ad attendere Fabrizia, c'erano il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e i ministro della Difesa Roberta Pinotti. Presente anche il presidente della Regione Luciano D’Alfonso e il sindaco di Sulmona Annamaria Casini, che si è messa a disposizione della famiglia. Il primo cittadino esprime il cordoglio di un’intera città che, come testimoniato dall’imponente fiaccolata di giovedì sera, vuol essere partecipe di questo doloroso momento per poter sfiorare la bara con la mano, o per portare un fiore. Per la camera ardente sono a disposizione la sala consiliare e il complesso monumentale dell’Annunziata.

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ROSE BIANCHE. Continua senza sosta il pellegrinaggio al monumento dei caduti, dove in centinaia lasciano un lumino per Fabrizia in piazza Tresca. Il monumento ai Caduti è ormai diventato il luogo simbolo della tragedia che ha spento il Natale sulmonese. Lì campeggia anche uno striscione degli ultrà biancorossi: “Lacrime e silenzio. Ciao Fabrizia”, hanno scritto in nero e rosso i tifosi sulmonesi su una stoffa bianca. Anche i colleghi del padre di Fabrizia, Gaetano Di Lorenzo, hanno voluto fare la loro parte, con due rose bianche sull’ingresso dell’ufficio postale di piazza Brigata Majella. Una sull’accesso principale e l’altra nel vicino Centro primario di distribuzione di via delle Concerie dove il padre della ragazza lavora. L’idea è del direttore del centro Alessandro Sabatini e degli impiegati postali. «Un piccolo segno per condividere il grande dolore di Gaetano e Giovanna», spiega Sabatini. Fin dal primo momento i colleghi del padre di Fabrizia si sono mostrati vicini alla famiglia, recandosi nell’abitazione di via Arabona in attesa di notizie. «Stiamo male, stiamo proprio male per questa tragedia», dice Sabatini.

ALTRA MORTE. Ieri è stato anche il giorno dei sentimenti contrastanti, con l’uccisione del tunisino ritenuto responsabile dell’attentato in cui ha perso la vita Fabrizia. Prova a placare l’odio che sta esplodendo sulla piazza virtuale il vescovo Angelo Spina, che lancia un monito sulla necessità di cambiare direzione. «Non abbiamo parole: alla morte si aggiunge altra morte», commenta. «Questa nuova tragedia ci conferma che bisogna cambiare direzione nella nostra vita. La violenza genera altra violenza e la violenza genera morte. Restiamo ammutoliti ed esterrefatti. La cosa positiva è stata la risposta data dalla gente nella fiaccolata in ricordo di Fabrizia. È il segno che il terrorismo non può avanzare. In questo momento di profondo dolore ho preferito lasciare tranquilli i genitori di Fabrizia che conosco personalmente. In estate la madre è stata con noi nel viaggio in Terrasanta e so che è una donna di fede. L’ho sentita nei giorni scorsi e lo farò nuovamente quando tornerà». Anche la cancelliera Angela Merkel, nel ringraziare la polizia italiana per il suo intervento, in conferenza stampa, ha ricordato Fabrizia. «Il mio pensiero va alle famiglie delle vittime, anche a quelle della donna italiana e dell’autista polacco, uccise nell’attentato», ha detto. «Per molti di loro sarà un Natale di grande dolore».

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