Berlusconi: «L’Abruzzo è nel mio cuore: potete ancora fidarvi di me»

22 Settembre 2022

Il presidente di FI: ho ridato una casa agli aquilani in pochissimo tempo Investiremo sul futuro dei giovani: stipendio minimo di 1.000 euro

Dal Biscione a Tik Tok, dal Milan degli invincibili al Monza della speranza. Silvio Berlusconi si rituffa in questa campagna elettorale con l’entusiasmo di un ragazzino, dimentico quasi dei suoi imminenti 86 anni. Oggi si collegherà in video con i suoi sostenitori abruzzesi (vedi pezzo in pagina ndr) e nell’intervista rilasciata al Centro ci racconta il suo rapporto con l’Abruzzo e le prospettive dell’Italia.
È altrettanto consapevole del fatto che il suo partito non ha più, almeno stando ai sondaggi, la leadership della coalizione di centrodestra. Ne spiega i motivi e rilancia affrontando i temi più disparati della politica nazionale e regionale.
Presidente Berlusconi, lei promette uno stipendio di almeno mille euro al mese per i giovani alla loro prima esperienza lavorativa. Sottolinea la necessità di togliere tasse e spese contributive ai datori di lavoro per i primi due anni di assunzione di giovani. Dove pensa di trovare le risorse economiche?
Noi abbiamo il dovere di investire sul futuro dei giovani. Altrimenti non c’è un futuro per nessuno, non ci sarà un futuro positivo per il nostro Paese. Per questo introdurremo norme importanti per aiutare i giovani ad inserirsi nel mercato del lavoro. Sappiamo che per molti gli inizi sono fatti di lavoro precario, spesso sottopagato. Per questo stabiliremo una soglia minima di mille euro al mese per ogni tipo di contratto, anche per quelli a termine, anche per l’apprendistato. Ma naturalmente ai giovani vogliamo poter offrire posti di lavoro stabili. Questo è fondamentale, perché consentirà alle ragazze e ai ragazzi di progettare il proprio futuro, magari di pensare a una famiglia, a dei figli, ad accendere un mutuo per comprarsi una casa, un mutuo che naturalmente avrà la garanzia dello Stato. Per convincere i datori di lavoro ad assumere ragazzi al primo impiego con contratti a tempo indeterminato cancelleremo, per questo tipo di contratto, ogni tassa e ogni contributo per i primi due, tre anni. Così le aziende dovranno pagare solo la cifra netta che andrà in tasca al dipendente. Per fare un esempio, se un lavoratore guadagnerà 1.200 euro al mese, l’azienda ne pagherà davvero 1.200 e non 2.600 come deve fare oggi. Io sono stato per gran parte della vita un imprenditore, e naturalmente non ho dimenticato una regola fondamentale in qualunque azienda sana. I conti si fanno con le risorse che si hanno. Quindi noi procederemo con prudenza e gradualismo secondo le entrate in più dello Stato generate dall’applicazione della nostra flat-tax. Ma la domanda non tiene conto di un aspetto fondamentale. Il nostro programma, oltre a prevedere tagli a spese superflue, è tutto orientato alla crescita. Crescita significa più lavoro, più occupazione, più utili per le imprese, più consumi, più denaro alle famiglie. Meno spesa sociale, perché diminuisce il numero delle persone in difficoltà. Quindi più risorse anche per lo Stato. Le nostre riforme almeno nel medio periodo non sono un costo, sono un guadagno anche per i conti pubblici. Queste non sono teorie: Kennedy e Johnson negli anni ’60, e Reagan negli anni ’80, attuarono una politica di tagli fiscali anche più netta della nostra. In entrambi i casi le entrate dello Stato aumentarono, nel caso di Reagan addirittura raddoppiarono negli anni della sua Presidenza.
Forza Italia, in base ai sondaggi, viene indicata come la terza forza della coalizione di centrodestra. Secondo lei, che ne è stato il fondatore e leader indiscusso, per quale motivo il suo partito ha perso consensi nel corso degli ultimi anni?
C’è stato un mio disimpegno dalla politica di oltre 5 anni per una sentenza di condanna assurda e infondata. Questo e solo questo è stato il motivo della perdita di consensi di Forza Italia. Credo che molte persone mi vogliano bene ma siano così deluse dalla politica da rinunciare anche ad andare a votare.
L’ascesa di Giorgia Meloni è incontenibile. Non ritiene che la sua coalizione si stia spostando troppo a destra lasciando uno spazio al centro che in parte viene intercettato dal Terzo Polo?
Noi saremo l’unica forza di centro che farà parte del prossimo governo. Che influenzerà le scelte della politica italiana nei prossimi anni. Più saremo forti, meglio potremo svolgere questo ruolo. Ecco perché l’unico voto utile, per un moderato, per un centrista, per un liberale, l’unico voto razionale sarà quello per noi. Non certo quello per piccoli movimenti, che si dicono di centro ma che guardano da sempre a sinistra, una presunta terza forza che non determinerà nulla, che eleggerà pochissimi parlamentari che saranno ininfluenti nell’opposizione dominata da forze politiche ben più grandi, il Partito Democratico e il Movimento Cinque Stelle, che in realtà è il vero terzo polo nel paese, per numeri e per peso politico.
La sua passione per il calcio e i risultati con il Milan stellare, il suo successo imprenditoriale in vari settori a partire da quello delle televisioni, ora la nuova avventura in serie A con il Monza. In una scala di valori quali sono i suoi principali interessi?
Lo sport è una metafora della vita. Io sono sempre stato milanista e ho vinto come nessun altro con la mia squadra del cuore in Italia e in Europa. Con il Monza ho voluto compiere un’altra impresa storica portandolo per la prima volta in serie “A” e battendo addirittura i campioni della Juventus. Ma lo sport e il calcio sono una parentesi, la professione, il lavoro, la politica, e gli interessi del Paese soprattutto in momento così difficili devono rimanere le priorità della nostra azione quotidiana.
Lei è forse il politico italiano che è stato più vicino a Putin prima dell’aggressione all’Ucraina. Da tempo ha preso le distanze dallo Zar e ne ha criticato il comportamento. Cosa pensa delle sanzioni alla Russia? Le ritiene necessarie o pensa che la strada da percorrere sia un’altra?
Noi abbiamo votato e condiviso le sanzioni perché noi siamo e saremo sempre dalla parte dell’Europa e dell’occidente. Noi siamo orgogliosamente parte integrante del Partito Popolare Europeo. Adesso però lo sforzo di tutti, Europa e Stati Uniti compresi, deve essere quello di riportare la pace in Ucraina. La guerra è la follia delle follie, sempre una follia, e deve cessare il prima possibile.
Lei è d’accordo con il Reddito di cittadinanza?
Il reddito di cittadinanza, l’ho ripetuto più volte, è una risposta sbagliata ad un problema reale. Non va abolito perché in alcune regioni ha sopperito ad una drammatica situazione economica, ma queste risorse devono supportare chi è povero e non ha possibilità di trovare rapidamente un impiego, non i giovani che invece devono essere aiutati a trovare un’occupazione dignitosa e ben retribuita. La nostra proposta, la proposta di Forza Italia non è quella di abolire il reddito di cittadinanza ma quella di riformarlo e renderlo più giusto ed efficace.
Qual è il suo legame con l’Abruzzo e quale il suo ricordo più vivo della nostra regione. In Abruzzo i problemi sul tappeto sono molteplici a partire dalle infrastrutture insufficienti, ai trasporti ferroviari con tempi di percorrenza assurdi di percorrenza della Pescara-Roma. E poi il marketing territoriale per valorizzare l’Abruzzo. Quale contributo possono portare i parlamentari di Forza Italia su questi temi?
L’Abruzzo lo sapete è nel mio cuore da sempre. Sono stato al vostro fianco quando siete stati colpiti dal drammatico terremoto del 2009, ho lavorato personalmente a ridare alla popolazione dell’Aquila e delle città colpite una casa nel più breve tempo possibile. Alla vostra Regione mi lega affetto e riconoscenza perché mi avete sempre sostenuto con il vostro voto e le vostre necessità mi sono sempre presenti grazie al lavoro del mio amico e bravo coordinatore regionale Nazario Pagano.
Lei, come molti politici, è approdato sul canale social Tik-Tok, che vanta un’utenza giovanile. Tutti i politici, compreso lei, sono stati criticati e considerati inadeguati a parlare a quella fascia di ragazzi. Lei è convinto che i canali social siano l’unico strumento per parlare con i giovani oppure potrebbe avere ancora un valore il contatto diretto?
Essendomi occupato di comunicazione per tutta la via, trovo molto interessante questo nuovo strumento di comunicazione, che sto esplorando in tutte le sue potenzialità. In realtà la cosa più interessante di Tik Tok è il dialogo che si instaura attraverso le risposte e i commenti. Naturalmente non si possono mai leggere tutti, né tanto meno rispondere, perché sono migliaia. Ma li faccio monitorare, mi faccio riassumere le varie tendenze, mi mostrano i più interessanti. Certo, bisogna considerare che i frequentatori di Tik Tok non sono tutti i giovani. Ma gli utenti dei social media vengono spesso dipinti come passivi, disimpegnati, superficiali, attenti solo all’apparenza. Posso dire che non è affatto così. Anzi ho trovato due cose molto interessanti. Molto senso critico e molta sensibilità.
Quale libro tiene sul comodino e quando è andato l’ultima volta al cinema?
L’ultimo libro che ho letto, anzi riletto, è “Vita e destino” di Vasilij Grossman. Leggo molto, per lavoro, e personalmente amo i classici. Al cinema non vado da tempo, ma mi tengo aggiornato con le ultime novità grazie alle scelte della mia compagna Marta grande appassionata di film.
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