Berlusconi-Salvini, un’altra lite

Il leader leghista insiste sull’abolizione della Fornero e dice no a Tajani premier
ROMA. Bolla come «fake news» l'idea che Silvio Berlusconi abbia offerto in Europa la garanzia di essere pronto a sostenere un governo di larghe intese. Il leader della Lega Matteo Salvini non ha dubbi e in un'intervista a Rtl ricorda che con il Cavaliere ha firmato un patto in cui si prevede «l'azzeramento della legge Fornero». Già, perché se il quadro post elettorale in caso di stallo rischia di dividere la coalizione di centrodestra, anche la riforma delle pensioni è un tema su cui Lega e Forza Italia continuano ad avere opinioni diverse. Certo, l'accoglienza che il leader di Forza Italia ha ricevuto nella due giorni di Bruxelles non è passata inosservata, così come la presa di posizione del leader di Fi sul tetto del 3%. Ufficialmente parlare di larghe intese è vietato, tanto che a gettare acqua sul fuoco ci pensa il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani: «Non c'è nessun patto Berlusconi-Junker», si affretta a precisare il fedelissimo del Cavaliere che aggiunge: «Non spetta alle istituzioni europee decidere come debba essere formato il futuro governo italiano». Juncker, a detta di Tajani, ha solo auspicato che il futuro esecutivo italiano «non sia ribellista o populista». Insomma stando ai vertici azzurri all'orizzonte non c'è nessun governissimo. Ovviamente essendo in campagna elettorale e puntando ad ottenere il primato nella coalizione di centrodestra, per l'ex capo del governo non è il momento di svelare i piani. Ma non essendo Berlusconi candidabile, se Forza Italia dovesse esprimere il candidato alla presidenza del Consiglio, uno dei nomi in pole è proprio quello di Tajani. Ma l'idea che a palazzo Chigi possa andare l'attuale presidente del Parlamento europeo ha fatto storcere il naso sia al Carroccio che a Giorgia Meloni. A dividere gli alleati però, prima ancora dello scenario post voto, sono le prese di posizione su uno dei temi chiave del programma e cioè l'abolizione della riforma delle pensioni: «Berlusconi può scherzare su altro ma non sui diritti degli italiani di andare in pensione» avvisa il capo del Carroccio.

