Berlusconi: sono ancora in campo

Il Cavaliere torna nel ruolo di federatore. Meloni chiede le primarie
ROMA. «Sono ancora in campo nonostante gli attacchi e le persecuzioni mediatiche e giudiziarie che ho subito e sto ancora subendo». Silvio Berlusconi si riprende il centro della scena ritagliandosi ancora una volta il ruolo di “federatore” e gelando gli aspiranti leader del centrodestra, lacerati da una polemica che continua da mesi. Il cantiere del fronte moderato, riparte «senza rottamare nessuno», chiarisce una volta per tutte l'ex premier. Come dire che qualunque candidato del fronte avverso alla sinistra deve fare i conti con lui. «Il nostro impegno è di riportare l'area moderata, liberale, cattolica, riformatrice ad essere centrale nella vita politica del Paese. Per fare questo dobbiamo saperci rinnovare ed allargare, senza rottamare nessuno, ma mettendo insieme le energie e le capacità già dimostrate da alcuni nell'impegno politico, con quelle di tante altre donne e uomini della società civile che devono diventare protagonisti con noi della nostra battaglia di libertà per far ripartire l'Italia». In precedenza, era stato Stefano Parisi, presentando il suo nuovo movimento Energie per l'Italia a Torino, ad attaccare sia la classe dirigente del partito azzurro, sia Matteo Salvini. «Forza Italia è un partito molto vivo sul territorio, nei suoi amministratori, sindaci, militanti. È vivo quando c'è un'idea politica ma è un partito impiegatizio nei suoi vertici, quando questi rifiutano una fase di cambiamento». Acido anche con il leader del Carroccio, pure senza citarlo, negando che sia lui il “Trump italiano”: «Trump ha lavorato nella vita, ha generato ricchezza, ha esperienza, solidità e storia, non uno che nasce in consiglio comunale e ha fatto solo quello. Mi pare» aggiunge sempre riferendosi a Salvini «che con Trump ci sia una certa distanza». Punzecchiature che non provocano alcuna reazione del segretario federale leghista: «Parisi non mi interessa», chiosa laconico a margine di una affollata iniziativa per il “no” a Roma, assieme a Barbara Saltamartini. «Se vinciamo noi» annuncia Salvini «si va al voto. Io sono pronto». Nel frattempo, anche Giorgia Meloni, avanza la proposta di tenere primarie del centrodestra il 5 marzo 2017.

