Bersani a Pescara per lanciare Articolo 1 Mdp in Abruzzo

5 Giugno 2017

L'incontro con il leader della nuova formazione in una gremita aula consiliare. «Che ci sia un patto tra Pd e Forza Italia per una legge elettorale imposta lo ha capito anche un bambino»

PESCARA. «Le cose portano in quella direzione, lo ha capito anche un bambino. Un patto tra Partito Democratico e Forza Italia per una legge elettorale che sia imposta, poco tedesca e molto italiana, altro che voto alla tedesca. Qui ci sono quattro persone che decideranno le liste». Lo ha detto Pier Luigi Bersani, leader di Articolo 1 Mdp, riferendosi agli scenari futuri di Governo, durante l'iniziativa organizzata in una gremita aula consiliare del Comune. Dopo i saluti del capogruppo del Movimento democratico progressista Articolo 1 al consiglio comunale, Carlo Gaspari, e del sindaco Marco Alessandrini, sono intervenuti Mario Mazzocca, sottosegretario della giunta Regionale, Marinella Sclocco, assessore regionale, e Gianni Melilla deputato abruzzese. Bersani ha poi concluso l'incontro con un intervento sulle ragioni della costituzione di Articolo 1 Mdp e sulle prospettive politiche di questo movimento, su come intende radicarsi e crescere in Italia e nel territorio abruzzese dopo la rottura con il Pd di Matteo Renzi.

«Votare a settembre o ad ottobre cambia tutto per gli italiani. Settembre? Non ho mai creduto, mai avrei creduto di trovare tanta irresponsabilità, tanto poco amore nei confronti del Paese», ha detto ancora Bersani riferendosi ai progetti del quadrumvirato Pd-Fi-M5s-Lega, che sta portando avanti la proposta di nuova legge elettorale che domani mattina, martedì 6 giugno, sarà portata alla Camera per l'approvazione. «Perché fanno questa legge elettorale? Perché vogliono andare al voto subito. Chi non governa vuole incassare il risultato, chi governa non vuole affrontare la Finanziaria», ha proseguito Pier Luigi Bersani, spiegando che «c'è il rischio di non riuscire a fare la finanziaria nei tempi, si rischia l'esercizio provvisorio, un'avventura, e il rischio concreto di applicare le clausole dell'Iva. Se vince Renzi, lui cercherà di avere sconti dall'Europa più che può. Ma non mi sembra ci siano idee. Sciogliere il governo ad agosto significa non avere nessuna garanzia per la Finanziaria: spero che le parti sociali questa volta dicano "scherziamo davvero"». E ancora: «Una sinistra di governo in Italia può esistere solo con un centrosinistra plurale, che tenga uniti civici, ambientalisti e le altre energie che ci sono. Per questo noi vogliamo una legge elettorale che disegni un centrosinistra discontinuo dagli ultimi tre anni. Se ci daranno la forza - ha proseguito - diremo al Pd: vuoi andare con Berlusconi o vuoi stare qui con noi? Se vuoi venire da noi, queste sono le condizioni, altrimenti vai dove credi. Noi eravamo per un maggioritario di collegio, un Mattarellum, con un singolo programma di coalizione. Invece ci hanno proposto il Rosatellum, che sapete cosa era? L'oggetto di trasformismo più...», ha concluso Bersani.