Biblioteca Di Giampaolo a rischio chiusura

Il comitato di protesta dà l’allarme: «A fine anno andrà in pensione l’ultima operatrice rimasta»
PESCARA. Manca il personale e la biblioteca “Di Giampaolo” rischia di chiudere. Il problema, già segnalato nei mesi scorsi, si è acuito ancora di più, spiega Roberto Di Lodovico, perché dopo «il pensionamento di alcuni degli operatori in servizio nella struttura di via Tiburtina, non si è provveduto a rimpiazzarli» e l’emorragia di personale prosegue. Per evitare il peggio è stata già lanciata una petizione (attraverso la piattaforma digitale “Change.org”) a cui hanno aderito, per la sottoscrizione, 10.580 cittadini, che hanno rivolto un appello ad intervenire alla Regione Abruzzo, ente gestore. «Purtroppo», dice Di Lodovico, «dobbiamo rilevare che a due mesi circa di distanza dal lancio della raccolta firme, la situazione, è ulteriormente peggiorata, se possibile. Un’altra operatrice è andata in pensione senza essere sostituita e attualmente c’è una sola persona al front office impegnata a garantire l’erogazione dei servizi bibliotecari», rispetto ai quattro che c’erano fino a pochi mesi fa e ai 12 che, invece, erano operativi ai tempi d’oro.
«A fine anno anche l’operatrice che sta assicurando la continuità del servizio andrà in pensione. Che succederà allora?», si chiede e chiede di sapere Di Lodovico, alla guida del comitato promotore della petizione “Salviamo al biblioteca “F. Di Giampaolo”.
«È triste dover constatare che non solo non si hanno notizie di atti che la giunta regionale intende adottare per affrontare il problema sollevato, ma a una richiesta di incontro avanzata dall’Associazione Partecipazione Attiva Studentesca inviata al presidente della giunta regionale Marco Marsilio per conto dei promotori della petizione, non è stata data alcuna risposta. Forse sfugge la gravità di tale comportamento. Se in piena pandemia oltre diecimila cittadini decidono di fare un gesto per difendere un servizio pubblico che per loro è importante, vanno per lo meno ascoltati», riflette Di Lodovico cercando di sollecitare una risposta e un intervento della Regione sulla questione.
«Vogliamo sperare che si sia trattato di un disguido, se così fosse si potrebbe ancora rimediare. Se invece si tratta di una scelta, vuol dire che i cittadini troveranno altri modi per far ascoltare la propria voce», prosegue Di Lodovico che non intende far cadere la vicenda avallando il silenzio di chi dovrebbe occuparsene.
L’orario di apertura al pubblico della biblioteca, intanto, è stato ridotto del 50% rispetto al periodo pre pandemia. Inoltre per l’utenza è possibile solo chiedere in prestito i libri, previa prenotazione telefonica al numero (0854210485) e le sale di consultazione sono chiuse al pubblico.

