Biblioteca, la lenta agonia Da 20 mesi senza un euro

29 Agosto 2015

Azzerati i fondi per libri, riviste e manutenzione. Fimiani: futuro molto incerto

Zero euro. La biblioteca provinciale “D'Annunzio”, di Pescara, che conta circa centomila utenti l’anno ed è l’unica in Italia ad assicurare 72 ore di apertura settimanali, non ha più neppure un centesimo. Questa situazione va avanti dall'anno scorso, quando l'amministrazione di centrodestra che guidava Palazzo dei marmi ha azzerato i fondi per la struttura, dopo un taglio graduale avviato nel 2009. E il dato di oggi è drammatico. «Da venti mesi la biblioteca è senza fondi», dice il direttore Enzo Fimiani, che dal primo agosto è formalmente senza incarico, dopo la riorganizzazione decisa dall’attuale amministrazione. In questo momento, poi, è impossibile sperare che le cose migliorino perché con la legge Delrio, e alla luce dei decreti Madia e Enti locali, si è creata una confusione immensa.

Che disponibilità di fondi avete, concretamente?

Dall’inizio del 2014 a oggi siamo a zero. Abbiamo nel Peg (Piano esecutivo di gestione)solo 10.100 euro l'anno ma servono per il pagamento dei canoni, ad esempio per restare all'interno del Servizio bibliotecario nazionale e per il wifi. Per tutto il resto non abbiamo nulla e mi riferisco all’acquisto di libri e all’abbonamento a riviste, alle iniziative culturali e alla manutenzione.

E come si va avanti?

Per le spese quotidiane mi sono perfino trovato a pagare di tasca mia, come quando si sono rotte le cinghie delle saracinesche nella sala di lettura e ho comprato quelle nuove per evitare di lasciare gli utenti al buio. Ho fatto la stessa cosa per la riparazione del bagno. Qui è un problema anche se si fulmina una lampadina. Per gli abbonamenti delle riviste, nel 2014 siamo stati costretti a disdirne 200, alcuni dei quali attivi da decenni, come “Il Ponte”, che la biblioteca riceveva da 70 anni. Abbiamo anche smesso di acquistare i quotidiani, ma poi c'è stata una protesta (sollevata su Facebook) e abbiamo ottenuto i fondi per ripristinare gli abbonamenti a due quotidiani nazionali. Il problema è che smettendo per un po' di acquistare le riviste poi non si recupera più, perché gli arretrati costano. Ora abbiamo appena ottenuto il permesso ad usare le macchine dell'ente per raggiungere il deposito esterno, altrimenti dovremmo usare le nostre, come accade spesso.

Come si lavora in queste condizioni? E gli utenti che dicono?

Speriamo ogni giorno che i computer non si rompano, ma temiamo che accada da un giorno all’altro. E gli utenti si lamentano, mandano mail.

Da chi è composta l'utenza, oggi?

Ci sono studiosi, professionisti, ragazzi che vengono qui a studiare e anziani, che prendono la “D'Annunzio” come un centro sociale perché passano il tempo leggendo. Poi ci sono i bimbi della sezione ragazzi. In gran parte si tratta di studenti che hanno i propri libri, non hanno bisogno dei nostri.

E i prestiti come vanno?

Prima si leggeva di più, e non c'è da stupirsi se l'Abruzzo è agli ultimi posti per il numero di lettori. Da noi i prestiti sono diminuiti ma è anche vero che ci dovrebbe essere una maggiore offerta libraria.

Non potendo più acquistare volumi, come fate a incrementare l'offerta?

Gli unici ingressi che abbiamo sono i doni di privati e istituzioni pubbliche, che selezioniamo. Non accettiamo tutto.

Il problema, però, non è solo a livello locale. Qual è lo scenario nazionale?

La legge Delrio è stata devastante, prevedendo di lasciare alle Province solo le funzioni di viabilità, edilizia scolastica e ambiente. Tutte le altre funzioni non fondamentali, tra cui le biblioteche, il lavoro e i servizi sociali, dovevano passare alle Regioni o essere delegate ad altri enti pubblici. Cosa è accaduto, nella pratica? Di fatto le Province hanno ancora tutte le funzioni, non essendo avvenuto il passaggio alle Regioni, ma non hanno più i fondi, perché il governo ha effettuato tagliati pazzeschi. Le uniche Regioni che hanno adempiuto sono Toscana e Marche. In questo quadro le Province sono le più danneggiate perché solo in teoria non hanno più determinate funzioni. Quindi nel caso della biblioteca non possono assegnarci fondi, altrimenti qualcuno dovrebbe risponderne di fronte alla Corte dei Conti, ma ci pagano lo stipendio, pensando che poi arriverà il rimborso dalla Regione.

E in Abruzzo?

È saltata l’approvazione della legge regionale che segna il passaggio delle funzioni alla Regione e si attende il prossimo Consiglio, il 15 settembre. Poi ci saranno le linee guida e il regolamento ma ci dicono che la Regione si occuperà in via prioritaria solo delle funzioni che ha già delegato in passato alle Province, e tra queste non ci siamo noi. Quindi non sappiamo che fine faremo.

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