Biblioteche chiuse: la Cgil lancia accuse al governatore
PESCARA. La chiusura delle biblioteche e delle pinacoteche, disposta dal presidente Marco Marsilio il 13 luglio scorso, a causa della scarsa copertura finanziaria per la sanificazione ambientale...
PESCARA. La chiusura delle biblioteche e delle pinacoteche, disposta dal presidente Marco Marsilio il 13 luglio scorso, a causa della scarsa copertura finanziaria per la sanificazione ambientale ordinaria e straordinaria, ha scatenato la dura risposta della Cgil Abruzzo e Molise. In una nota ufficiale, infatti, il sindacato ha fatto sapere di ritenere «indispensabile e necessaria la riapertura di presidi di socialità e di cultura quali le biblioteche regionali la cui fruizione, da parte della cittadinanza, oltre ad essere elemento testimoniale di un ritorno ad una situazione di normalità, dopo la chiusura conseguente alla pandemia, è espressione di valorizzazione della cultura quale aspetto qualificante di una politica regionale. Tutto questo, però, deve essere fatto nel rispetto della tutela della sicurezza e della salute dei cittadini che usufruiscono del servizio, e dei dipendenti che prestano la loro attività lavorativa». La volontà del sindacato è quella di cominciare a ragionare sulla riapertura delle biblioteche e delle pinacoteche, attraverso la convocazione del comitato della sicurezza della Regione e un incontro con la conferenza dei capigruppo al Consiglio regionale. Secondo la nota della Cgil, infatti, l’impossibilità di sostenere economicamente la sanificazione ambientale non è un elemento che possa effettivamente «portare alla inevitabile chiusura o mancata riapertura delle biblioteche, soprattutto alla luce delle diverse economie che questa amministrazione ha adoperato, da ultimo, proprio sulle spese del personale stesso. Ed è ancora più assurdo che questo avvenga nei mesi di maggiore presenza turistica». (d.b.)

