Biennale, su il sipario Il cinema d’autore tra la Storia e le storie

Sul red carpet al Lido stasera i protagonisti di “Everest” Inaugurazione con Mattarella e cena di gala sulla spiaggia
LIDO DI VENEZIA. Scocca l’ora di Venezia 72 e la prima volta del presidente Sergio Mattarella alla Mostra del Cinema sarà accompagnata dagli occhiali in 3D per la visione dello spettacolare “Everest” e dall’eco delle proteste di impiegati, vigili, maestre con la busta paga decurtata causa bilancio in rosso del Comune di Venezia.
Alle 19, calerà il buio in Sala Grande al Lido con la modella attrice Elisa Sednaoui eterea madrina - 28 anni, ma già una fondazione in aiuto ai giovani delle aree rurali egiziane - e poi fino al 12 settembre sarà cultura e glamour, recensioni e gossip, riflessione e spensieratezza, dramma e lustrini, vere star e stelline mai luccicanti, come da sempre s’addice alla Mostra.
Un’edizione 2015 - la dodicesima sotto la presidenza di Paolo Baratta alla guida della Biennale di Venezia - per la quale il direttore Alberto Barbera ha imbandito un programma con 55 film della sezione ufficiale (21 quelli in concorso, 16 fuori concorso e 18 nella sezione Orizzonti) dopo averne visti e scartati oltre 3 mila. Ne è nata una Venezia72 dove una trama, un fil rouge che si rincorre di pellicola in pellicola quest’anno non c’è, ma nella quale - sintetizza Barbera - «è la realtà a farla da protagonista, nelle sue diverse forme, dalla Storia alle storie individuali, sempre a tinte forti, con toni drammatici, perché non è certo tempo di commedie».
Un festival dove quattro sono i film italiani - firmati dal maestro Bellocchio e dall’esordiente Messina, da Guadagnino e Gaudino - che «rappresentano un’eccezione, la punta di un iceberg di un cinema italiano per il resto fatto per lo più di commedie, spesso volgari e poco esportabili». Parola di direttore. E poi un fitto calendario di incontri serali aperti al pubblico, che avranno l’apice nell’incontro con Vasco Rossi e la proiezione del “Vasco Rossi decalogo” (di Fabio Masi), per il quale sono andati bruciati in poco più di un’ora tutti i 2.800 inviti a disposizione.
Oggi, però, è il giorno del red carpet più rosso inaugurale, con i protagonisti di “Everest” del regista Baltasar Kormákur: Jake Gyllenhaal, Josh Brolin, Jason Clarke, John Hawkes, Emily Watson, primi volti su quella passerella che venerdì - c’è da scommetterci - scatenerà il delirio con l’arrivo di Johnny Depp, irriconoscibile gangster in “Black Mass”.
Molti gli italiani attesi al Lido: Valeria Golino e Riccardo Scamarcio, Alba Rohrwacher miglior attrice a Venezia nel 2014 e Roberto Bolle, Walter Veltroni e Crisina Capotondi nell’insolito cast di “Milano” per le Giornate degli Autori. Ma questa è serata istituzionale e in sala, con il presidente Mattarella, ci sarà il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini. Due ore con il fiato sospeso poi - Giove pluvio permettendo: il meteo minaccia acquazzoni - cena di gala per 1.300 invitati sulla spiaggia.
Dalle cucine dell’hotel Excelsior usciranno 500 chili di pasta in cinque diverse varianti di sugo, quintali di pesce, carne e piatti rigorosamente vegan per tutti i palati, i gusti e le religioni. A, chiudere, oltre 150 torte e cinquemila pasticcini, innaffiati da ettolitri di Moët Chandon.
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