Bilancio, consiglio contro la giunta Luciani: pronto ad azzerare tutto

La maggioranza insieme all’opposizione vota contro la delibera proposta dall’assessore Alibertini Il sindaco accusa i suoi di pensare alle elezioni del 2021: «C’è il rischio di un commissariamento»
FRANCAVILLA AL MARE. Doveva essere il consiglio per l’approvazione del bilancio, si è trasformato in quello che rischia di mettere in crisi il futuro della maggioranza, con il sindaco Antonio Luciani che non esclude un azzeramento della giunta.
Mattinata caotica quella di ieri nel palazzo del MuMi, con ben quattro interruzioni e l’abbandono della scena sia dell’assessore Rocco Alibertini che del sindaco Luciani, prima che l’opposizione lasciasse i suoi banchi per accomodarsi tra il pubblico.
Una situazione che non si era mai verificata in passato, con gran parte dei consiglieri di maggioranza pronti a dare fiducia alla tesi sostenuta da quello d’opposizione Daniele D’Amario e che con la loro scelta rischiano adesso di far saltare il banco.
Ma andiamo con ordine: la miccia è stata innescata dalla riproposizione di una delibera di bilancio da parte dell’assessore Alibertini, praticamente identica a quella già presentata in passato, per la quale erano però scaduti i 60 giorni utili alla ratifica. Per questo, l’assessore l’ha ripresentata, priva però del timbro dei revisori dei conti, presente invece su quella ormai non più valida. Per questo, il consigliere D’Amario, insieme al collega Alessandro Mantini, ha sollevato la questione, riuscendo a convincere gran parte dei componenti della maggioranza nel votare contro la stessa.
Tanto che, al momento del dunque, solo il sindaco Luciani, il presidente del consiglio Enrico Bruno e i consiglieri Remo Di Palma e Massimo Nunziato hanno votato a favore. Tutti gli altri contro, tra cui Antonio Iurescia, Luca Paolucci, Mario Gallo, Valeria Spacca e Tina Di Girolamo insieme, ovviamente, a quelli di opposizione. Assenti Cristina Rapino e Michele Accettella per la maggioranza e Francesco Todisco dall’altro lato.
A quel punto l’assessore Alibertini ha chiuso il suo pc e ha abbandonato l’aula, seguito dal primo cittadino, che nel pomeriggio a mente fredda ha commentato: «È stata una seduta surreale e paradossale. I consiglieri di maggioranza hanno preferito dare seguito a D’Amario, che giustamente fa il suo lavoro di oppositore. A questo punto non so cosa possa accadere. Mi prendo qualche giorno per valutare un eventuale azzeramento della giunta. Se Alibertini si dimette, vado via anch’io».
Quindi si rivolge ai suoi: «Al posto dei giochetti, se non credono più in questo governo si mettessero d’accordo con l’opposizione e mi facciano cadere. Temo che alcuni di loro abbiano già iniziato a pensare alle elezioni del 2021, mentre ci sarebbero altri due anni di amministrazione. Un’amministrazione, questo voglio ricordarglielo, che ha risanato i 10 milioni di debito fatti dalla precedente, di cui quel D’Amario con cui si sono schierati era protagonista».
Quindi conclude: «Io sono sereno, in questi otto anni ho fatto con i miei quello che mi ero prefissato. Certo, ce ne sarebbero altri due per continuare, ma bisognerà valutare se ci saranno ancora le condizioni».
Nel frattempo, con l’opposizione che gongola anche sulla scorta del recente passaggio di Rocco Paolini e Todisco tra le sue file, resta la necessità di approvare il bilancio onde evitare il commissariamento. Per questo, un nuovo consiglio comunale dovrà necessariamente essere convocato entro metà settembre.
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