Bilancio, il Comune si difende: «Rispettati tutti i parametri»

L’assessore Seccia replica ai magistrati contabili sulle irregolarità rilevate negli equilibri finanziari «Nessun pericolo di finire in dissesto, la situazione negli ultimi anni è addirittura migliorata»
PESCARA. «Il nostro bilancio non è a rischio, abbiamo rispettato tutti i parametri previsti dalla legge per gli enti in predissesto finanziario. I rilievi mossi al Comune di Pescara sorprendono perché non in sintonia con un quadro oggettivo tale da reggere autorevolmente a qualsiasi riscontro tecnico». L’assessore alle finanze Eugenio Seccia commenta così i rilievi mossi dalla Corte dei conti, sezione regionale di controllo per l’Abruzzo (pubblicati ieri sul Centro) riguardo alla procedura di riequilibrio finanziario, della durata di dieci anni, seguita dal Comune per sistemare i conti a rischio di dissesto.
La magistratura contabile ha riscontrato «gravi irregolarità in grado di minare gli equilibri finanziari dell’ente» e mercoledì scorso ha inviato una relazione all’amministrazione comunale per avvisarla delle criticità rilevate. Tra queste, «un differenziale di parte corrente difforme rispetto all’obiettivo del piano, per un valore negativo di 38.455.039 euro»; «l’utilizzo di un avanzo di amministrazione soltanto formalmente positivo»; «l’utilizzo per la spesa corrente dei risparmi derivanti dalla rinegoziazione dei mutui»; «debiti fuori bilancio in grado di impattare negativamente sulla situazione di equilibrio finanziario»; «persistente sofferenza nella gestione di cassa con ricorso allo strumento dell’anticipazione di tesoreria».
Secondo l’assessore, però, sarebbe tutto in regola. «Non solo il Comune ha rispettato tutti i parametri previsti», dice Seccia, «ma ha altresì centrato ogni obiettivo da esso prescritto con i tre saldi finali: risultato di competenza, equilibrio di bilancio, equilibrio complessivo». «I numeri parlano chiaro», sostiene l’assessore, «il rendiconto 2020, che è stranamente oggetto dei rilievi mossi dalla Corte dei conti, poggia su un risultato di competenza di parte corrente di 13.153.510 euro. La Corte dei conti nel rilevare un differenziale di parte corrente negativo di 26.954.036 euro, ha sottratto al risultato positivo di parte corrente il residuo debito di 35.391.882, ovvero il fondo anticipazioni di liquidità». «Mai un rilievo del genere è stato mosso nei confronti del Comune», osserva Seccia, «non fosse altro per il fatto che la somma residua di 35.391.882 euro deve essere restituita in 30 anni».
«Chiederemo in tempi brevi», rivela l’assessore, «un incontro con i componenti della sezione regionale della Corte dei conti. Tra l’altro, nel corso del 2020 non vi è stato alcun elemento nuovo dal punto di vista contabile tale da indurre la Corte dei conti a modificare il proprio pensiero. Pescara non ha mai utilizzato l’accantonamento del fondo anticipazioni di liquidità per la costituzione del fondo crediti di dubbia esigibilità». «I numeri», conclude, «nonostante due anni di pandemia, sono migliori di quelli di 7 anni fa».
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