Bimba morta in culla «Città Sant’Angelo è vicina ai genitori»

Perazzetti va a casa della famiglia in via Fonte di Moro Sarà l’autopsia a chiarire le cause della tragedia di lunedì
CITTA’ SANT’ANGELO. È il momento del dolore. Città Sant’Angelo si stringe attorno ai genitori e alla famiglia della bimba di tre mesi e mezzo morta due giorni fa in casa, probabilmente per un rigurgito. Ieri pomeriggio il sindaco Matteo Perazzetti ha raggiunto l’abitazione dei giovani genitori, in strada Fonte di Moro, per portare loro personalmente il messaggio dell’amministrazione e della comunità. Ed è stato un messaggio di «profondo dispiacere» per la disgrazia avvenuta lunedì pomeriggio a una delle due figlie della coppia, che è originaria di Francavilla.
Ma Perazzetti ha anche voluto manifestare «vicinanza» e garantire «il massimo supporto» in questo momento difficilissimo, come dice proprio il primo cittadino. Di fronte a una famiglia «frastornata» da una tragedia inimmaginabile, il sindaco ha garantito «la piena disponibilità ad assicurare la presenza di professionisti che possano essere di aiuto, dal punto di vista psicologico, per prendere coscienza» del terribile lutto e «metabolizzarlo». Le risposte ai tanti interrogativi delle ultime ore, da quando è accaduto tutto, potrebbero arrivare dall’autopsia. Cosa è accaduto alla bambina di così grave da toglierle la vita? - continuano a chiedersi tutti dopo aver saputo della morte improvvisa della piccola. E proprio per definire con maggiore chiarezza le cause dell’accaduto, il pubblico ministero Andrea Papalia, che sta seguendo il caso, potrebbe affidare l’incarico già nella giornata di oggi, per eseguire l’esame. In un primo momento il medico legale arrivato nell’abitazione di strada Fonte di Moro ha escluso segni di violenza e indicato come causa della morte un rigurgito, che avrebbe provocato il soffocamento della bimba, trovata senza vita poco dopo le 18,30.
Aveva bevuto circa due ore prima, attorno alle 16.30, e quando i genitori si sono accorti che qualcosa non andava hanno chiesto al 118 di Pescara l’intervento di una ambulanza, partita da Montesilvano. I tentativi di rianimazione della piccola non hanno raggiunto l'obiettivo sperato, e a quel punto è arrivato il medico legale, oltre ai carabinieri della compagnia di Montesilvano che hanno avviato un lavoro a ritroso, per ricostruire le ultime ore in quella casa alla periferia di Città Sant'Angelo, dove vive la famiglia della piccola.
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