Bimbi al nido, gestione ai privati

24 Novembre 2016

Poche risorse e tante richieste. Dal prossimo anno, il Comune affiderà due asili

PESCARA. A partire dal prossimo anno scolastico, due asili nido passeranno alla gestgione esterna. E 50mila euro saranno stanziati per accogliere nelle strutture private i 61 bambini ora in lista d'attesa. Sono le soluzioni individuate dall'assessore alla Pubblica istruzione, Giacomo Cuzzi, ascoltato ieri mattina in commissione Vigilanza di fronte ad alcune operatrici di asili privati – Il Nido degli Angeli, Totem, Lullaby, Il Paese delle Meraviglie e L'Albero della Vita – alla presenza del coordinatore cittadino di Forza Italia, Guido Cerolini Forlini.

Non potendo attingere al fondo di riserva per ripristinare le convenzioni con i privati, come sollecitava Cerolini, poiché le somme in bilancio sono state utilizzate per coprire spese impreviste ed emergenze socio-ambientali, nei giorni scorsi, durante un vertice con l'assessore al Bilancio, Giuliano Diodati, è stato deciso di inserire 50mila euro nel documento di previsione che sarà licenziato nei prossimi giorni dalla giunta per poi passare all'esame del Consiglio.

«L'auspicio», osserva Cuzzi, «è che la cifra possa salire a 100mila euro. Le liste d'attesa dei nidi comunali sono un problema a cui questa amministrazione porrà rimedio: nel 2012/13, in lista d'attesa c'erano 207 bimbi; nel 2013/14, 185 e nel 2014/15, 172».

Insomma, ogni anno il Comune di Pescara accoglie centinaia di bambini nei sette nidi municipali, ma non riesce a coprire tutte le richieste. Quest'anno, a fronte di 160 bambini ammessi a settembre (su 261 totali), le liste d'attesa hanno raggiunto 101 utenti, poi scesi a 61 dopo rinunce e nuovi inserimenti. «Purtroppo», prosegue Cuzzi, «manca il sostegno dei fondi regionali, garantito negli anni precedenti, che servivano all'inserimento dei bimbi in lista negli asili privati. Mi sono attivato sin da subito per risolvere una questione di fondamentale importanza con le risorse comunali, consentendo così, a buona parte dell'utenza rimasta in attesa, di poter usufruire di questo servizio».

«Cinquantamila euro è una somma irrisoria», ribatte Cerolini, «ne servirebbero 200mila per 61 bambini. Chiederemo alla commissione di preparare una serie di emendamenti al bilancio, da far approvare in Consiglio, per individuare subito le risorse».. (y.g.)

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