Bimbi allergici, le regole da seguire

La Asl di Chieti attiva l’assistenza telefonica per i genitori dei bambini con problemi respiratori
CHIETI. La Asl di Chieti apre uno sportello informativo per i genitori dei bambini con problemi respiratori e allergici che possono fare domande, esporre dubbi e chiedere consigli ai medici. Basta chiamare, dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 13, il numero 0871.357378, attivato dal Servizio regionale di Allergologia e fisiopatologia respiratoria infantile dell’ospedale di Chieti. I medici dell’unità operativa, di cui è responsabile Sabrina Di Pillo e che fa parte della Clinica pediatrica diretta da Francesco Chiarelli, risponderanno agli interrogativi di mamme e papà e daranno informazioni sulla corretta gestione della salute dei loro figli. Il servizio è esteso a tutta la regione.
ALLERGIA E COVID-19. Una delle domande più frequenti è se i bambini asmatici e allergici siano a maggiore rischio di complicanze da Covid-19. «Sembra che non ci sia alcuna correlazione in tal senso», spiega la dottoressa Di Pillo, «ma siamo nel periodo in cui iniziano le allergie e la comparsa di tosse e raffreddore potrebbe confondere e preoccupare i genitori. La sintomatologia è molto diversa poiché la rinite allergica non è accompagnata da febbre, è a salve, cioè a raffiche, e risponde immediatamente alla terapia antistaminica. I bambini in trattamento continuo per l’asma non devono sospendere la terapia di fondo». È quanto sostiene anche la Società italiana per le malattie respiratorie infantili, della quale la dottoressa Di Pillo è consigliera. «I bambini colpiti da asma devono continuare ad assumere regolarmente le cure prescritte», sostiene la Simri, secondo la quale «la pandemia da Covid-19 non deve interrompere l’aderenza terapeutica soprattutto in questo periodo in cui l’arrivo della primavera rende più frequenti le riacutizzazioni della patologia».
I BAMBINI SONO MENO A RISCHIO. In Italia, secondo l’Istituto superiore della Sanità, il coronavirus ha interessato lo 0,5% dei bambini da 0 a 9 anni e lo 0,7% dei ragazzi da 9 a 19 anni, per un totale di circa 600 soggetti. Non sono segnalati casi di letalità e di ricovero in terapia intensiva. «Una delle spiegazioni più plausibili avrebbe legami con la parziale immunizzazione dei più piccoli nei confronti di coronavirus simili al SARS-CoV-2», spiega la dottoressa Di Pillo. «I bambini durante la vita di comunità tipica della prima infanzia sarebbero esposti al contatto con agenti virali della stessa famiglia del nuovo coronavirus responsabili di varie forme di raffreddore. Questo determinerebbe la produzione di anticorpi in grado di fornire una sorta di scudo anche verso questa malattia. È possibile, inoltre, che la rarità delle complicanze polmonari gravi nei bambini affetti da Covid-19 sia dovuta alla scarsa presenza del recettore dell’enzima ACE 2 polmonare a cui si lega il coronavirus».
SINTOMI E DIFFUSIONE DEL CONTAGIO. «Il Covid-19 in età pediatrica solitamente si manifesta con sintomi sfumati spesso non facilmente riconoscibili, a carattere respiratorio ma anche gastrointestinale, con febbre non sempre elevata, tosse ma con decorso autolimitantesi nella maggior parte dei casi», sostiene Di Pillo. «A differenza del paziente adulto, la maggior parte dei bambini presenta una infezione che decorre in maniera asintomatica, cioè senza febbre né sintomi respiratori e con una buona prognosi. Se da una parte questo comporta una minore insorgenza di complicanze, dall’altra i bambini, però, trasmettono con grande efficienza il virus».
COME CURARE L’INSONNIA. In questo momento l'ansia, a causa della pandemia, provoca spesso insonnia. «Diminuisce l'attività fisica perché restiamo a casa», sottolinea Di Pillo, «c’è minore esposizione ai raggi solari diretti. Tutte queste situazioni possono modificare il sonno. Bisogna rispettare un programma giornaliero regolare, evitando di fare le ore piccole utilizzando dispositivi elettronici; evitare luci intense al momento di addormentarsi e durante la notte nonché aumentare l’esposizione alla luce al mattino, aprendo tende e finestre; evitare cibi e bevande a base di caffeina. Per i piccoli è utile al momento di addormentarsi», conclude Di Pillo, «che un genitore legga loro una storia per rassicurarli e favorire il sonno. Per i ragazzi più grandi è importante poter parlare di quello che sta succedendo insieme ai genitori».
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