Bimbi ucraini, niente adozioni Cosa si può fare per ospitarli

22 Marzo 2022

Procura e tribunale per i minorenni: «Tutto deve passare dagli uffici giudiziari»

L’AQUILA. Uno Stato di diritto è quello che aiuta i più fragili: quando tutto precipita è l’unica protezione che hanno. E tra la cronaca e la storia trova sempre la sua strada. Anche quando l’arrivo di minori in fuga dalla guerra in Ucraina può mettere tutto in discussione. Soprattutto quando si parla di adozioni e affidi. E se per le adozioni ormai da tempo le leggi internazionali specificano che non si fanno dai Paesi in guerra (di recente, tra l’altro, lo ha ribadito proprio l’ambasciata d’Ucraina all’Italia), per l’istituto dell’affido ci sono regole ben precise da rispettare. Sempre e comunque. Anche quando ci sentiamo tutti mamme e papà di quei piccoli in fuga.
È il messaggio congiunto e forte che arriva dal presidente del tribunale dei minori Cecilia Angrisano e dal procuratore dei minori David Mancini : «Senza una decisione del tribunale per i minorenni qualunque accoglienza di minori, anche se provenienti da orfanotrofi o apparentemente in stato di abbandono, non può avvenire legalmente; non è possibile allo stato disporre forme di affido o di qualunque tipo di accoglienza presso famiglie, privati o soggetti non abilitati senza il preventivo intervento degli uffici giudiziari minorili che sono tenuti a tutti gli accertamenti del caso».
Regole e divieti
da rispettare
Sottolineando che «l’inosservanza dei canali istituzionali che passano attraverso gli uffici giudiziari minorili va scongiurata in quanto rischia di essere pregiudizievole per i minori, tutti particolarmente vulnerabili, di violare norme anche penali e addirittura di agevolare, pure se involontariamente, possibili condotte pericolose di terzi, improntate a scarsa trasparenza o al perseguimento di fini diversi, quando non illegali».
I minori che arrivano
non accompagnati
Naturalmente l’istituto dell’affido riguarda solo ed esclusivamente quei minori che arrivano soli, quindi senza essere accompagnati da genitori o parenti. «Fortunatamente la maggioranza dei minori che giungono nel nostro territorio sono accompagnati da un genitore o da un parente», aggiungono presidente e procuratore, «in ogni caso qualunque sia il mezzo mediante il quale i profughi ucraini arrivino in Italia occorre sempre considerare che, quando si tratta di minori non accompagnati da almeno uno dei genitori, la legge dispone che la loro situazione debba essere valutata dagli uffici giudiziari minorili (Procura per i minorenni e tribunale per i minorenni). A questo proposito sono già state diramate direttive essenziali da parte della Procura e del tribunale per i minorenni affinchè le forze dell’ordine, con il coordinamento delle prefetture e l’ausilio degli enti preposti, come la direzione regionale della Protezione civile, segnalino agli uffici giudiziari, con urgenza e completezza, gli arrivi in Abruzzo di tutti i minori ucraini che non siano accompagnati da almeno uno dei genitori».
L’interesse del minore
da tutelare
Perché l’interesse del minore deve prevalere sempre su tutto e tutti. Anche, e soprattutto, in un tempo di guerra. «La drammatica emergenza dei profughi provenienti dall’Ucraina impone un eccezionale e comune impegno delle istituzioni», sottolineano con forza Angrisano e Mancini, «nel tentativo di fornire adeguata accoglienza ed attivare tutti i percorsi di assistenza volti a garantire il rispetto della protezione umanitaria e prevenire possibili abusi delle condizioni di vulnerabilità in cui gli stessi versano».
Il rispetto delle regole, dunque, a scandire l’accoglienza di minori. «L’accoglienza non è efficace se diviene una manifestazione solo emotiva», concludono presidente e procuratore dei minorenni, «essa deve avvenire nelle forme e mediante le competenze previste. Solo entro questi binari la solidarietà della comunità civile sarà di aiuto alle istituzioni, e soprattutto, ai minori a cui è rivolta».
Perché nessuno era abituato a stare su un’emozione di paura così a lungo, né a fare i conti con l’indeterminazione della sua fine. E nella consapevolezza che nulla sarà come prima il rispetto delle regole diventa prioritario nella tutela dei più fragili. A cominciare proprio dai minori.
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