Bimbo travolto, assolti padre e nonno

21 Settembre 2018

I giudici della Corte d’Assise d’Appello capovolgono la sentenza di primo grado. Il legale: ora la causa civile contro Ferrovie

PESCARA. Per la morte del piccolo Francesco Pio di appena tre anni, che il 24 maggio del 2014 aveva perso la vita sui binari vicino la stazione San Marco di Pescara, travolto da un treno regionale mentre giocava con il fratellino, i giudici della Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila hanno sostanzialmente capovolto la sentenza di primo grado. La Corte d’assise di Chieti aveva infatti condannato il padre Virgilio e il nonno Cristoforo Spinelli a 3 anni di reclusione e la madre, Loreta De Rosa a 2 anni e mezzo.
Ieri, la difesa dell’avvocato Antonio Valentini è stata particolarmente efficace tanto che i giudici hanno assolto il padre e il nonno ed hanno condannato la sola madre ad otto mesi di reclusione.
Una vicenda che aveva colpito molto l’opinione pubblica e riproposto ancora una volta la questione della sicurezza. Una tragedia assurda che fortunatamente non colpì anche il fratellino di Francesco Pio, salvo solo per miracolo, nonostante in quel drammatico momento si trovava accanto alla vittima. Una tragedia che si verificò per una serie di incurie, come sostenne l’accusa. Per un varco nella recinzione dell’abitazione del bambino da dove i due piccoli erano riusciti a raggiungere i binari della ferrovia posti proprio dietro l’abitazione.
L’inchiesta condotta dal pm Giuseppe Bellelli (oggi procuratore a Sulmona), si era chiusa con l’incriminazione dei tre familiari. La madre doveva rispondere di abbandono di minori per non aver vigilato a dovere sui bambini; il padre e il nonno di concorso in omicidio colposo in relazione alla custodia dei beni e, in particolare, proprio per quel buco presente nella rimessa della casa da cui sarebbero passati i bambini prima di avviarsi verso quel sentiero che si dimostrò fatale per il piccolo Francesco Pio.
Ieri la difesa dell’avvocato Valentini ha puntato il dito anche contro le Ferrovie dello Stato, sottolineando come nel tratto ferroviario incriminato la recinzione era interrotta e quindi proprio per questo motivo i due bambini riuscirono ad arrivare ai binari. L’avvocato ha già annunciato che, forte di questa favorevole sentenza d’appello, adesso avvierà una causa civile contro le Ferrovie per chiedere il risarcimento dei danni. La madre della piccola vittima si era sempre difesa, invece, affermando che quel giorno lasciò Francesco Pio soltanto per pochi attimi per accudire il bimbo più piccolo, di soli 5 mesi, che aveva la febbre.
L’inchiesta della procura, peraltro, aveva accertato la mancanza di qualsiasi responsabilità da parte del conducente del treno che aveva fatto tutto il possibile per evitare la tragedia: aveva frenato per circa 250 metri non riuscendo però ad evitare l’impatto mortale con il bambino.
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