Bimbo travolto, indagati genitori e nonno

Il pm ipotizza l’omicidio colposo e l’abbandono dei minori. Sopralluogo della Polfer: trovato un capanno con siringhe
PESCARA. I genitori e il nonno del bimbo travolto dal treno il 24 maggio sono stati iscritti sul registro degli indagati con le accuse, non uguali per tutti, di omicidio colposo e abbandono dei minori. Si muove l’inchiesta per fare luce sulla tragedia del 24 maggio, quando il piccolo Francesco Pio di quasi tre anni è stato travolto da un treno regionale in prossimità della stazione San Marco.
La polizia ferroviaria alla guida di Davide Zaccone è tornata anche ieri mattina sul posto per fare i rilievi e per ripetere ancora – supportata dalla polizia municipale – il percorso che avrebbe fatto il bimbo dalla casa in via Salara Vecchia fino al punto, dopo scarsi 200 metri, in cui il bimbo rom è stato investito dal treno. Nel nuovo sopralluogo è emersa la presenza di un capanno nascosto da un canneto che ha attirato l’attenzione degli investigatori che sono al lavoro per capire a chi appartiene mentre nel frattempo il fascicolo inizialmente aperto a carico di ignoti vede la presenza di tre indagati.
Indagati i genitori del bimbo morto. Agli investigatori hanno spiegato di non essersi accorti dell’assenza del bimbo se non quando, ormai, era troppo tardi ma Loreta De Rosa e Virgilio Spinelli sono finiti sul registro degli indagati insieme al nonno del piccolo Cristoforo Spinelli. Se la mamma deve rispondere di omicidio colposo e di abbandono dei minori, i due uomini sono coinvolti con l’accusa di omicidio colposo in relazione alla custodia dei beni e, in particolare, per quel buco presente nella rimessa della casa da cui sarebbe passato Francesco Pio prima di avviarsi lungo il sentiero di morte.
Il papà di Francesco Pio non sarebbe stato in casa il giorno del dramma mentre la mamma ha spiegato agli investigatori di non essersi accorta dell’assenza del figlio: difese che adesso dovranno essere vagliate insieme ai rilievi sulla casa di via Salara vecchia in cui vive la famiglia rom.
Il capanno con le siringhe. La polizia ferroviaria si è concentrata ieri mattina sulla presenza di un capanno che si trova a metà strada tra la casa di Spinelli e il luogo della tragedia: un capanno nascosto dalle canne dove, durante i sopralluoghi, sono stati trovati tavoli, siringhe, sedie, fazzoletti e ombrelloni.
E’ possibile che il bambino, insieme al fratellino, si è fermato in quel capanno prima di arrivare sui binari? Il piccolo era solo? Sono queste le domande a cui stanno cercando di rispondere gli agenti della ferroviaria coordinati dal pm Giuseppe Bellelli che stanno seguendo tutte le piste investigative per ricostruire quella drammatica giornata che ha portato alla morte di un bimbo di quasi tre anni.
Le tre ipotesi investigative. Francesco Pio è stato travolto sui binari mentre il fratellino più piccolo è uscito miracolosamente illeso. E’ possibile che sia stata una disgrazia, che i due bimbi si fossero avventurati sui binari per gioco ma al vaglio degli investigatori, anche se al momento non ci sono molti elementi utili, ci sono altre due strade che portano alla presenza di un’altra persona. Il percorso che avrebbe fatto il bambino parte da un buco in una rimessa della casa e poi si fa accidentato a causa della presenza delle pietre dei binari della ferrovia e della vegetazione. Può un bimbo così piccolo averlo fatto da solo? E’ in seguito a questa domanda che la polizia ferroviaria sta cercando di verificare se Francesco Pio fosse insieme a un’altra persona, a un adulto con cui avrebbe raggiunto il capanno e da cui, forse, poi si sarebbe separato per arrivare sui binari. Infine, l’ultima ipotesi è quella che invece esclude la sosta nel capanno ma in cui il bimbo e il fratellino si sarebbero avventurati dalla casa ai binari insieme a un ragazzino, anche in questo caso da identificare.
«L’area da bonificare». Nel sopralluogo di ieri c’erano anche gli agenti della polizia municipale che segnaleranno all’amministrazione comunale, com’era stato già fatto nel 2006 quando morirono alcuni cavalli, che l’area è da bonificare.
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