Bingo e centri scommesse: giornata di festa

8 Giugno 2021

Nel giorno di riapertura esultano i gestori, ma resta il timore per il futuro: non sappiamo che ci aspetta

PESCARA. Ci vorrà del tempo, prima di riprendersi da un lungo periodo di chiusura. Ma il ritorno alla normalità ha comunque un sapore gradevole, per gli operatori di sale giochi, scommesse e bingo che ieri hanno riaperto i battenti. «È una giornata di festa perché le sale Bingo sono un luogo di incontro per chi ci lavora e anche per chi viene da noi», diceva ieri il personale di sala di via Michelangelo. «Abbiamo già provato questa sensazione l’anno scorso, prima di chiudere nuovamente i battenti, e non ci aspettavamo uno stop così lungo. Ora ci auguriamo che non ci sia una terza volta», proseguono parlando della situazione «difficile» che vive il settore insieme ai pubblici esercizi e facendo riflettere su fatto che «dopo un anno di mancato lavoro ci vorrà più o meno lo stesso tempo per tornare alla normale gestione, per le aziende».
La speranza è che «le amministrazioni pubbliche tengano conto della situazione di difficoltà di aziende e gestori senza sottovalutare la presenza di chi offre la possibilità di giocare illegalmente» e il messaggio è rivolto al Comune di Pescara perché «si parla di limitazioni orarie ai pubblici esercizi, il che può comportare che in piena notte qualcuno vada a giocare in una bisca clandestina». In ogni caso l’ottimismo ha la meglio, specie per l’estate, «e immaginiamo che si tornerà al periodo pre-Covid, per i nostri giochi».
Al Caffè Ideale di via Cesare Battisti, Massimo Baldassarre, ieri mattina sono tornati «gli anziani che sono abituati a fare scommesse di pochi euro al bancone. È stata palpabile la loro soddisfazione di riallacciare i rapporti con l’operatore, di avere un contatto umano». Ciò che fa paura è la concorrenza della rete. Il gioco on line, che si è sviluppato durante la pandemia, fa vacillare le certezze di attività storiche come questa «perché se da noi ci sono le fasce orarie e a un certo punto si chiude, con le ricariche si gioca a qualsiasi ora. E c’è chi si è abituato a giocare on line, ormai, e ha perso l’abitudine di entrare nei locali». Al Bar Ideale sono una decina gli addetti al settore gioco e «vogliamo rimettere tutti a lavoro, interrompendo la cassa integrazione, consentendo al personale di portare a casa uno stipendio equo». Ieri l’organico era al completo, «per rimettere in moto le macchine ferme da mesi», e c’era anche «entusiasmo» ma Baldassarre non ha nascosto la sua «preoccupazione perché non sappiamo cosa ci aspetta. Non vorrei far rientrare il personale senza poter garantire gli stipendi a fine mese. Ci vorranno un paio di settimane per capire come andrà. L’Abruzzo è fortunato, in zona bianca, sarebbe stato impossibile aspettare ancora. Con gli Europei, speriamo che ci sia la curiosità di seguire l’Italia». E gli aiuti? «Con quello che ci è arrivato abbiamo pagato una parte delle bollette dell’energia elettrica, in un periodo in cui era staccata. Ma gli affitti andavano pagati e farlo senza incassare è difficile».
In un centro scommesse di Pescara (ce ne sono 39 in città), si respira aria di incertezza perché, dice uno dei soci che preferisce rimanere anonimo, «il mondo è cambiato rispetto al 2019 e fare paragoni con il periodo pre-Covid è anacronistico. In questo settore il gioco si è spostato on line e su quei siti esteri sui quali si poteva giocare mentre qui era tutto bloccato». A breve termine gli affari potrebbe andare bene, «grazie all’entusiasmo per gli Europei, ma a lungo termine non lo sappiamo. Le previsioni per il futuro ovviamente non si possono fare» ma è vivo e cocente il ricordo del recente passato, caratterizzato da «ristori insufficienti e in ritardo, comunque insufficienti per coprire le spese, comprese le tasse anche andranno pagate, e con una cassa integrazione un po’ lenta per il personale».
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