«Bisogna affidarsi alle ditte locali»

1 Aprile 2017

Barattelli (Ance L’Aquila): «Sono una garanzia per lavoratori e committenti»

L’AQUILA. Operai sfruttati, sottopagati, minacce di licenziamento, mobbing. Nei cantieri edili accade anche questo. Un sottobosco emerso nell’ultima inchiesta sulla ricostruzione, che ha portato a 18 iscrizioni nel registro degli indagati. «Fenomeni anomali», li definisce il presidente dell’AnceL’Aquila Ettore Barattelli, che invita a valutare con attenzione le ditte a cui si affidano i lavori, prediligendo quelle locali: «Rappresentano una garanzia». Sulla regolarità contributiva e la sicurezza nei cantieri, l’Associazione costruttori ha impostato una vera e propria campagna programmatica. Ma c’è ancora molto da fare.

TROPPE IRREGOLARITÀ. L’ennesima inchiesta sulla ricostruzione ha riproposto il problema del controllo delle ditte impegnate nei lavori di ristrutturazione, all’Aquila e nel cratere. «Con il supporto delle organizzazioni sindacali», fa sapere Barattelli, «abbiamo messo in atto una serie di iniziative e protocolli d’intesa per la verifica della congruità del Documento unico di regolarità contributiva (Durc), la prevenzione degli infortuni nei cantieri e il trattamento riservato alle maestranze prevedendo, insieme al Comitato paritetico della scuola Edile, regole precise sugli alloggi degli operai. Misure di contrasto a ogni forma di abusivismo e irregolarità, che purtroppo, si riscontrano ancora oggi. I fenomeni anomali», incalza Barattelli, «sono quasi sempre ascrivibili a società che arrivano dalle aree in cui si annida il fenomeno della criminalità organizzata».

MEGLIO DITTE LOCALI. «È auspicabile verificare le imprese a cui si affidano i lavori. Devono essere possibilmente ditte locali». Barattelli, fin dall'inizio del suo mandato, ha puntato su una politica a favore del territorio. «Gli imprenditori locali», afferma, «rappresentano una garanzia per i lavoratori e i committenti. La stragrande maggioranza vive quotidianamente il cantiere, ne conosce le problematiche e può rappresentare un punto di riferimento anche nell’assistenza post-opera».

LIBERO MERCATO. Una filosofia «non campanilistica», tiene a precisare il presidente dell’Ance, «ma di tutela delle realtà locali, soprattutto se qualificate. Esiste il libero mercato, che genera concorrenza», sottolinea Barattelli, «ma le problematiche maggiori, connesse a fallimenti e concordati preventivi, che hanno avuto pesanti riflessi negativi sui committenti e i subappaltatori, riguardano proprio ditte arrivate da fuori Abruzzo. Almeno nel 90% dei casi».

INCOMPIUTE. Qualche dato dell’Ance: a 4-5 aziende, finite in concordato, sono stati erogati contributi per 300 milioni. Un giro d’affari imponente, che ha prodotto una serie di incompiute. «Decine i condomìni e gli aggregati i cui lavori non sono ancora stati completati a causa del fallimento delle ditte affidatarie», incalza Barattelli, «una spirale negativa per l’intero territorio, che va dal mancato pagamento delle maestranze, ai fornitori e subappaltatori». (m.p.)

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