Bivacchi e presenze moleste. Ciavolich, l’imprenditrice del vino: «Degrado in tutta la città»

Pescara, cresce l’allarme dopo lo stupro dietro alla Prefettura. Chiara Ciavolich, residente nella zona dove c’è stata la violenza: “E’ ora di agire”. E racconta di ubriachi e di uomini con il braccialetto elettronico sempre lì intorno
PESCARA. «Quando passo mi capita a volte di vederli urinare davanti alla scala principale del mio palazzo. Non solo: defecano, sporcano e bivaccano. C’è anche chi ha il braccialetto elettronico. Ed è chiaro che con questa situazione noi residenti – che abbiamo figli che escono di casa la sera e poi rientrano quando la zona è tutta buia – non siamo sereni».
Chiara Ciavolich, l’imprenditrice del vino nata e cresciuta nel palazzo Quadrifoglio in via Raffaele Paolucci, accanto al Parco Michetti di via Avezzano, descrive una situazione di «totale abbandono che si trascina ormai da anni» invocando un intervento urgente dopo lo stupro che si è verificato mercoledì scorso quando, intorno alle 16, un senegalese di vent’anni senza fissa dimora – e già noto alle forze dell’ordine – ha abusato di una 49enne romena nei giardinetti pubblici. Il fatto ha riacceso i riflettori sulle condizioni dell’area verde di proprietà della Provincia, chiusa da tre anni per mancanza di gestione e trasformata in una zona di bivacco dove i senzatetto stazionano giorno e notte.
Ciavolich, perché ha deciso di parlare?
«Ho letto l’articolo pubblicato sul Centro e ho visto i commenti dei condomini che sono rimasti stupiti dall’accaduto. Io, invece, non lo sono. E ho deciso di metterci la faccia perché è un problema che abbiamo da troppo tempo».
Quindi se lo aspettava?
«Sì, è una situazione di degrado che va avanti da tantissimi anni. Ma non è solo il palazzo Quadrifoglio a essere coinvolto, parliamo di tutta Pescara».
Come avete reagito nel quartiere quando si è diffusa la notizia?
«Ci siamo detti che era solo questione di tempo».
Si spieghi meglio: a quali scene assiste ogni giorno?
«La mattina vedo gruppi di senzatetto che prendono il Tavernello al supermercato e poi si mettono a bere tutto il giorno nei giardinetti pubblici a ridosso dell’Asse attrezzato, proprio accanto al parco. Noi residenti siamo intervenuti anche privatamente per chiudere dei punti del palazzo con i cancelli, perché prima c’era un bivacco quotidiano. Speriamo tutti che il nuovo Questore si faccia promotore del rinnovamento dell’ordine e della sicurezza in città, che negli ultimi 4 anni – in termini di sicurezza – è decaduta: lo avverto anche quando passeggio per via Nicola Fabrizi, dove vedo le baby gang che si aggirano per le strade del centro. Però anche il Comune deve fare la sua parte assumendo la gestione del parco».
Secondo lei basterebbe?
«Ci aggiungerei un sistema di videosorveglianza che controlli la zona, un’illuminazione adeguata e l’introduzione di attività culturali e chioschi al suo interno per farlo tornare vivo e salvarlo, così, dal degrado. Almeno adesso l’area viene tenuta pulita, anche perché la Provincia è intervenuta a seguito delle nostre segnalazioni».
E a quel punto?
«Va tenuto recintato, perché si era sparsa la voce di togliere le cancellate per renderlo sempre fruibile, chiaramente per risparmiare sui costi di apertura e chiusura».
Anni fa la situazione era diversa?
«Sì, ho una figlia del 2012 e ricordo che mia mamma scendeva con la bambina per portarla lì a giocare. Poi c’è stato un momento di totale abbandono con i bivacchi dei barboni, ed è questo il problema principale: bevono e molestano i passanti».
Adesso che avete messo delle cancellate, i senzatetto dove bivaccano?
«Sotto la balconata, vicino a una discoteca sul lungofiume. A volte dormono anche sulle balaustre del palazzo, ma a breve questo problema sarà risolto perché noi condomini abbiamo deliberato la chiusura di tutti gli accessi al palazzo attraverso dei cancelli vetrati che si apriranno di giorno – per garantire l’ingresso agli uffici – e di notte resteranno chiusi. Certo, rimane il fatto che il parco e le zone che ridanno verso l’Asse attrezzato continueranno a essere pericolose. Ma insisto nel dire che l’intera città è allo sbando ed è necessaria una stretta collaborazione tra Comune e Questura per garantire sicurezza».

