Montesilvano. I gorilla installati in città dividono residenti e turisti. «Carini, ma che c’entrano?»

Perplessità di fronte ai tre “pezzi” piazzati tra viale Europa e la terrazza sul mare.
C’è chi li chiama già King Kong e chi si chiede: non era meglio una stella marina?
MONTESILVANO
Perplessità: è questo lo stato che accomuna la maggior parte dei turisti e dei residenti di Montesilvano alle prese, in questi giorni, con l’arrivo dei tre gorilla che sono spuntati tra viale Europa e la prospiciente terrazza sul mare.
Le installazioni, che rientrano tra gli arredi urbani della riqualificazione della strada avvenuta con 1,6 milioni di fondi del Pnrr, sono da giorni al centro delle chiacchiere di residenti e turisti. C’è chi parla di spreco di soldi, chi di animali che nulla hanno a che vedere con l’Abruzzo e con la città di mare e chi ritiene che quei primati che accolgono i bagnanti sulla spiaggia non siano poi così male. Ma la maggior parte delle persone che hanno avuto modo di vedere i tre gorilla è dubbiosa soprattutto sul significato di quegli animali. Non tutti, infatti, hanno letto le parole del direttore dei lavori che, all’indomani dell’installazione degli arredi, aveva spiegato la ragione di quell’animale con il forte senso di comunità che esprime.
«I gorilla sono carini», commenta Lucia Rampini, turista aquilana in vacanza a Montesilvano, «ma appena li abbiamo visti ci siamo chiesti quale fosse il senso». A dare un parere positivo alla riqualificazione, pur non comprendendone il significato, è anche Vanessa Aidala, residente e mamma di due bambini piccoli: «Non c’entrano molto con il mare, ma nel complesso la riqualificazione mi piace, con i vasi, la terrazza sul mare. E poi i gorilla piacciono ai bambini, per cui va bene così». Che gli “scimmioni” apparsi in viale Europa piacciano ai bambini lo dimostra anche un’altra famiglia, quella di Flora Celani arrivata da Como in vacanza che mentre esprime perplessità sui gorilla e sulla riduzione dei parcheggi che definisce un «azzardo dal punto di vista turistico», viene interrotta dalla figlia piccola che esclama «a me piacciono tanto i gorilla».
Parla di «decisione che ci ha lasciato sgomenti» Nicoletta Mastrogiuseppe, titolare della tabaccheria di viale Europa che, a sua volta, punta l’accento di più «sul senso unico e la riduzione dei posti auto che rischiano di nuocere al commercio locale, anche se è giusto che la città vada avanti».
Avrebbe preferito «che il Comune sistemasse le buche che ci sono davanti casa mia e che ho segnalato tante volte, invece di spendere soldi per questi gorilla», il signor Parigino, che muovendosi in bicicletta teme di poter cadere sulle strade dissestate. A interrogarsi sul senso dei gorilla anche il balneatore Stefano Romano che commenta «non sono brutti ma devono spiegarci il motivo», e Luigi Scarinzi, ex residente che oggi vive a Rovigo ma che continua a frequentare la città adriatica: «È come se in piazza Vittorio Emanuele a Rovigo avessero installato due delfini», ipotizza, «ma forse è proprio quella la bellezza di un intervento di questo genere, che va in contrasto con il territorio e fa parlare e riflettere di più».
Ad aver cambiato idea in corsa sui gorilla è, invece, Tania Casciaroli: «In un primo momento sono rimasta perplessa perché ci avrei visto meglio una stella marina, dei delfini o al massimo un orso marsicano. Poi però ho letto il significato, il senso di comunità, il simbolo di protezione, e ora li vedo con occhi diversi e li apprezzo di più». E se c’è chi si interroga seriamente sul significato dell’opera, non mancano anche gli interventi ironici sulle installazioni. Il commerciante Piergiovanni Gallerati, ad esempio, ha realizzato un video postato sui suoi social in cui si mostra mentre con una bottiglietta d’acqua finge di dissetare «King Kong padre e King King figlio che sentono caldo», mentre i 99Cosse annunciano: «Top, vado subito a filmare». Ma la battuta più spiritosa e autoironica arriva da un giovane africano che lavora in uno stabilimento balneare che affaccia sui gorilla e che, anche in risposta a chi ha oltrepassato il limite della critica sfociando in battute razziste sulla presenza di immigrati in città, ridendo a crepapelle dice: «Io li amo perché mi ricordano i miei nonni».

