Bivacchi e prostitute, residenti esasperati

La Prefettura ha risposto alla petizione assicurando controlli, ma dal quartiere replicano: «Servono gli sgomberi»
MONTESILVANO. Basta con i bivacchi, lo spaccio e la prostituzione all’interno della pineta. A lanciare il nuovo grido d’allarme sono i residenti di via L’Aquila, via Firenze, via Isonzo e via Napoli che da quasi due anni, ormai, convivono con l’ingombrante presenza di extracomunitari che trascorrono diverse ore del giorno all’ombra dei pini della riserva naturale di Santa Filomena, dedicandosi in alcuni casi ad attività di spaccio di sostanze stupefacenti.
Per cercare di far sentire la propria voce, in passato, i residenti avevano anche costituito un comitato di quartiere presieduto da Osvaldo Cucciniello che, nonostante lo scioglimento del gruppo, continua ancora oggi a farsi portavoce del disagio comune. Appelli, manifestazioni, petizioni ed esposti si sono succeduti in maniera ciclica, ma nonostante i numerosi interventi delle forze dell’ordine, ad oggi il problema dei residenti non è ancora stato risolto. Per questa ragione Cucciniello, a nome dei residenti, lo scorso 19 dicembre ha presentato un nuovo esposto alla Prefettura di Pescara, ottenendo ieri una risposta a firma del capo di gabinetto Daniela Di Baldassarre. «Si comunica che il Comando provinciale Carabinieri di Pescara e il Comune di Montesilvano», si legge nella nota, «interessati in merito da questa Prefettura, hanno riferito, ciascuno per i profili di propria competenza, in ordine agli interventi e alle attività di controllo del territorio attuate nella zona in argomento, fornendo, al contempo, ampie assicurazioni circa il proprio impegno futuro».
Ma per i residenti, esasperati anche dalla presenza di numerose prostitute nella zona, non è abbastanza e, dunque, sollecitano interventi più sistematici.
«Noi residenti del quartiere», sottolinea Cucciniello, «invitiamo, nuovamente, chi di dovere, ad attivare iniziative concrete ed efficaci miranti a dare soluzioni definitive a una criticità che perdura ormai da vari anni. Purtroppo gli sgomberi e i provvedimenti effettuati in assenza di un progetto comprensivo di presenza stabile delle forze dell’ordine, nel rettangolo in questione, sono destinati ad essere nulli». Cucciniello riferisce, ad esempio, che ieri pomeriggio circa 10 extracomunitari bivaccavano in pineta con sedie, biciclette e tende arrotolate. Nelle giornate di maltempo, invece, il luogo di incontro e, probabilmente di spaccio, è il perimetro dell’ex albergo Paradiso.
A portare avanti da tempo la battaglia contro i bivacchi e lo spaccio all'interno della riserva naturale è anche Marco Forconi di Fratelli d'Italia che, attraverso blitz, segnalazioni alle autorità e manifestazioni, ha più volto acceso i riflettori su quella porzione di pineta - e in estate di lungomare - nelle vicinanze di via L’Aquila, dove sono frequenti gli accampamenti degli extracomunitari senza fissa dimora o di coloro che, pur avendo una sistemazione altrove, si dedicano allo spaccio nelle strade di Montesilvano. Così come sono numerosi gli interventi della polizia locale e dei carabinieri della città adriatica che in più occasioni hanno sgomberato i bivacchi abusivi e identificato le persone che stazionavano, o campeggiavano, nella pineta in giacigli di fortuna.
Ma finora il problema, come lamentano i residenti della zona al confine tra Villa Verrocchio e Villa Verlengia, è tutt’altro che risolto.
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