Blasioli: il Pd salito al 28% non è una sorpresa, e ora riprendiamoci il Comune

Il consigliere più votato con 9.934 preferenze: «Masci bocciato» E sulle promesse del centrodestra: «Ormai non possono rimediare»
PESCARA. Uno: «I cittadini pescaresi hanno bocciato la giunta Masci». Due: «L’arroganza del potere non è mai la giusta strategia amministrativa». E tre: «Se il Pd continua ad ascoltare i cittadini, mi aspetto anche di crescere». Sono le tre certezze di Antonio Blasioli del Pd, riconfermato in consiglio regionale con 9.934 preferenze, così tante da portare il Pd al 28% in città. La prossima sfida sono le elezioni comunali del 9 giugno: «Ma nulla è scontato». Le coalizioni sono quasi in equilibrio.
Dica la verità: il Pd al 28%, in città, non se l’aspettava nemmeno lei, vero?
«Un po’, in realtà, me lo aspettavo. Il mio lavoro quotidiano mi porta a stare tra la gente, nei luoghi di aggregazione e ad ascoltare i problemi e le istanze dei cittadini, anche la disperazione a volte. Purtroppo. Se il Pd continua a fare questo lavoro e il gruppo consiliare lo sta facendo mi aspetto anche di crescere. Io sarò pronto ad aiutarli».
E come ha fatto il Pd a recuperare così tanto terreno?
«Gioco di squadra e ascolto delle persone. Un lavoro costante, a volte troppo silenzioso, senza costi eccessivi che ho visto in questa campagna elettorale, ma decisamente concreto e efficace. La coesione, il lavoro e la partecipazione ripagano sempre».
Lei ha preso quasi 10mila voti: che responsabilità c’è nell’essere votato così tanto?
«Per la precisione ho superato 10mila preferenze: tanti voti sono stati annullati. Ma il risultato personale finisce il giorno successivo alle elezioni. Io già sentivo la responsabilità di rappresentare al meglio tutti coloro che mi hanno dato fiducia e che hanno creduto in me. Ma sento, soprattutto, la responsabilità di onorare il mio impegno e il mio ruolo in Regione ma anche di aiutare questo Pd a percorrere la strada che ho percorso io».
Alle politiche 2022, FdI era al 25% in città mentre adesso è al 15: cosa è cambiato?
«È cambiata la prospettiva: un conto sono le promesse elettorali e un conto è l’azione di governo. La seconda svela la prima».
Il voto per la Regione, in città, è stato anche un voto sull’amministrazione Masci?
«I pescaresi hanno bocciato la giunta Masci, che in questi anni si è chiusa totalmente all’ascolto e alla condivisione delle decisioni. L’arroganza del potere non è mai la giusta strategia amministrativa e i numeri dell’ultima tornata elettorale lo dimostrano, lo è ancor di meno se si è sindaco. Un sindaco deve esserlo per tutti i cittadini».
Fra tre mesi si vota per il Comune e ci sono già tre candidati: cosa accadrà?
«Non posso prevedere il futuro, ma credo che se sapremo continuare a lavorare insieme, facendo squadra, mantenendo il rapporto costruito in questi mesi/anni con i diversi portatori di interessi comuni, allora a giugno la città di Pescara potrà vivere una vera svolta politica-amministrativa. Occhio però che nulla è scontato e la situazione delle comunali si presenta diversa. Non è una fotografia sovrapponibile».
Lei ha lanciato un appello: crediamoci. Cosa chiede al popolo del centrosinistra?
«Al popolo del centrosinistra chiedo di sentirsi protagonista. Noi siamo rappresentanti ma abbiamo bisogno di loro e del confronto su problemi e soluzioni. Chiedo di darci fiducia, vederci, discutere e trovare soluzioni insieme. Il programma deve essere limpido, condiviso e concreto, come lo sono da sempre i nostri elettori».
Sospiri, 8.822 voti, le ha fatto i complimenti per telefono. Lei invece, così ha detto Sospiri, non glieli ha fatti. Perché?
«Sospiri mi ha chiamato, è vero. Sinceramente non ricordo se ho contraccambiato il suo “bravo”: non sono un grande esperto del galateo dei complimenti. Credo però che avendo lui governato in lungo e largo l’Abruzzo per 5 anni e con un potere immenso, il risultato più sorprendente fosse il mio. Detto ciò, ci tengo a dire che il sentimento dell’“odio”, parola che ha usato, non mi appartiene, e la mia storia personale e politica lo dimostra».
Sospiri ha detto anche che a breve ci saranno interventi in viale Marconi e che riapriranno Le Naiadi: che ne pensa?
«Su viale Marconi e Naiadi abbiamo già visto quello che il centrodestra ha combinato, così come per il mercato sulla strada parco, la giungla di T-Red, il caos mense delle scuole di Pescara, la pessima gestione del verde pubblico e dei mercati, la mancanza di soluzioni per la movida e potrei continuare. Va elogiata pero la sincerità di Sospiri quando sottolinea che ci sono cose che non vanno. Peccato che arrivi quando non c’è alcuna possibilità di cambiare, mancando due mesi, e dopo che i pescaresi le hanno percepite e subite sulla propria pelle».

