Blasioli: «Troppi ritardi su Bussi»

25 Gennaio 2024

Il consigliere regionale Pd denuncia: bonifica solo tra un anno, i fondi non bastano

BUSSI. La bonifica di Bussi da 46 milioni di euro, annunciata dal governo, non partirà subito. Lo denuncia il consigliere regionale Pd Antonio Blasioli. «Prima di procedere alla bonifica», spiega Blasioli, «il raggruppamento temporaneo di imprese Dec Deme dovrà eseguire nuovamente la caratterizzazione, e solo in seguito verrà effettuata la progettazione esecutiva. Operazioni preliminari che nella migliore delle ipotesi richiederanno almeno un anno di tempo, e che confermano quanto siamo ancora lontani dal reale avvio dei lavori di risanamento, inizialmente annunciati – ricordiamo - per ottobre 2022. Basterebbe già questo appunto per smentire i toni trionfalistici del Presidente Marsilio e rammentargli la colpevole inerzia che ha contraddistinto i suoi 5 anni di governo sul fronte Bussi». Secondo la ricostruzione del consigliere di opposizione, «il contratto sottoscritto lo scorso 19 dicembre 2023 tra ministero dell’Ambiente e la Deme Environmental n.v. (già Dec Deme) non prevede alcuna bonifica. Pur essendo la Dec Deme aggiudicataria già dal 2018 di una gara per la bonifica, da effettuare sulla base del progetto dell’allora commissario Goio, l’intesa stipulata riguarda al momento solo le indagini preliminari e la progettazione esecutiva». Ripetere le indagini preliminari costerà 436.692,75 euro mentre la progettazione 597.014.
Blasioli parla di «un “contratto spezzatino”, in quanto, al momento, ciò che viene contrattualizzato con Dec Deme è solo l’esecuzione delle indagini preliminari (peraltro già eseguite nel 2008) e la progettazione esecutiva. Solo a quel punto, se la somma sarà sufficiente, si procederà alla bonifica. Ma come abbiamo più volte affermato, la somma stanziata ad oggi non è più idonea a coprire integralmente il costo della bonifica. Dai comunicati stampa diffusi rileviamo anche l’immotivata enfasi data alla somma di 45.970.000 euro messa a disposizione per la bonifica. Somma che, ad onor del vero, deriva da uno stanziamento di 50 milioni fortemente voluto dai senatori Legnini e Marini tra gli altri e prevista dalla legge 10/2011. Quindi, mi sembra giusto chiarire che non un centesimo di più è stato stanziato dal Governo Meloni». Secondo Blasioli, serviranno almeno altri 10 milioni per la bonifica: «Chi sborserà la differenza? La risposta», dice Blasioli, «è semplice: gli abruzzesi che hanno bevuto l’acqua inquinata del campo Pozzi di Castiglione a Casauria, i bussesi che dovrebbero essere ristorati e i cittadini che sopportano da anni l’immane disastro ambientale».