Blitz a Rancitelli: sequestrate auto e moto senza assicurazione

Prima reazione dopo gli incendi: otto mezzi portati via dai vigili urbani con due carroattrezzi Ma il comitato di cittadini chiede telecamere e controlli sull’assegnazione degli alloggi popolari
PESCARA. Più controlli a Rancitelli. Non ci saranno solo i servizi di sempre, ma anche attività nuove, con modalità operative diverse dal solito. Saranno attuati dalle forze dell’ordine dopo l’incendio di due auto e il danneggiamento di un terzo veicolo avvenuti nella notte tra venerdì e sabato dentro e fuori al “ferro di cavallo”, l’edificio popolare di via Tavo più volte al centro delle cronache per episodi di spaccio, violenza e, anche, omicidi. Ieri mattina se n’è parlato nella riunione del Comitato per l’ordine la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Giancarlo Di Vincenzo a cui ha partecipato, tra gli altri, anche il procuratore della Repubblica Anna Rita Mantini. E una prima risposta ai fatti dell’altra notte, dal sapore indubbiamente intimidatorio nei confronti di cittadini perbene, è arrivata sempre ieri mattina da parte del personale della polizia municipale che ha sequestrato cinque auto e tre moto. Sono state trovate prive di assicurazione e di documenti nel piazzale del “ferro di cavallo” dove sono arrivati due carroattrezzi e nove agenti della Municipale.
L’attenzione sugli ultimi episodi resta alta anche da parte dei cittadini che fanno parte del comitato “Per una nuova Rancitelli” che si sono riuniti due sere fa. All’incontro hanno preso parte il sindaco Carlo Masci e l’assessore Isabella Del Trecco i quali hanno parlato degli interventi programmati dal Comune in questo spicchio di periferia, e cioè la demolizione di una parte del “ferro di cavallo”, la trasformazione dell’area oggi occupata dai palazzi Clerico, la videosorveglianza e le foto -trappola per i rifiuti, come racconta Francesca Di Credico, alla guida del comitato. Ma i cittadini - dice - «non si accontentano più delle promesse».
E ieri mattina, anche alla luce dell’incontro con i rappresentanti del Comune, è stata inviata una lettera al sindaco, ai consiglieri comunali e agli assessori per chiedere «di passare una volta per tutte alla concretezza perché il tempo delle promesse è finito», tanto più che da decenni «restano sulla carta, rinnovate di campagna elettorale in campagna elettorale e riproposte ciclicamente ogni volta che si crea una situazione di emergenza come quella dei giorni scorsi. Abbiamo bisogno di certezze sulla riqualificazione e il miglioramento del quartiere», scrivono i residenti nella lettera, e «non accettiamo alcun tentativo di minimizzare l’accaduto», aggiungono pensando a una delle vittime dei roghi, «una persona onesta e fragile che a 79 anni vive della propria pensione».
Poi le tante richieste del comitato che sollecita la costituzione di un tavolo permanente comunale per stilare il cronoprogramma di attuazione delle misure sul quartiere e controllare la sua attuazione.
Da Rancitelli vogliono sapere le date in cui saranno realizzati una serie di progetti e iniziative, alcuni sul tavolo da tempo. E cioè: al Comune si chiede di indicare quando sarà installato il sistema di videosorveglianza, quando sarà istituita una commissione di inchiesta sull’assegnazione delle case popolari per andare a fondo sulle irregolarità avvenute in questi anni, quando sarà istituita una commissione sull’erogazione dei contributi alle famiglie bisognose in seguito all’emergenza Covid e quando sarà aperta via Verrino. E poi, ancora, vanno chiariti i tempi di demolizione dei palazzi Clerico, va reso noto il destino degli edifici di via Lago Di Borgiano, bisogna tornare a parlare dell’ampliamento della strada pendolo e del progetto sul ferro di cavallo. Continuando, si chiede di sapere se sono possibili interventi in via Ilaria Alpi per ciò che riguarda la bonifica dell’amianto.
Un lungo appello - con un no secco alle sale slot - rivolto a tutto il Consiglio perché, dicono dal comitato, la minoranza deve essere «parte attiva e propositiva».
«Sarebbe bello se il consiglio comunale si riunisse al Ferro di cavallo», dice Di Credico annunciando che a Rancitelli sono pronti ad andare ben oltre gli appelli, con «manifestazioni di protesta davanti al Comune e esposti alla Procura ogni qualvolta saranno rilevate delle irregolarità. Perché ad esempio», conclude, «non è possibile che l’uomo a cui è stata prima danneggiata e poi bruciata l’auto, viva ancora in via Tavo».
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