Bloccata la via principale per Manoppello

Impossibile transitare sulla strada 539 che scivola a valle su un fronte di circa trenta metri
MANOPPELLO. Un fronte di frana di circa 30 metri ha interessato ieri la strada 539 per Manoppello e Serramonacesca, provocando l'abbassamento di circa un metro del lato in pendio della carreggiata. Il sopralluogo d'urgenza effettuato dai vertici e dai tecnici di Comune e Provincia, ha stabilito ieri la chiusura totale del collegamento.
Da ieri mattina chi vuole raggiungere Manoppello e Serramonacesca deve proseguire per Scafa, Lettomanoppello e da qui dirigersi verso Manoppello e Serra. I servizi pubblici devono seguire obbligatoriamente questo percorso. I residenti invece usufruiscono alternativamente delle stradine interne, comunque anch'esse martoriate da smottamenti delle scarpate.
La frana, classico scivolamento a cucchiaio del pendio, è dovuta alle notevoli infiltrazioni di acque meteoriche causa dell'erosione delle argille (prevalentemente) che costituiscono il terreno. Le prime avvisaglie con la comparsa di crepe sul manto stradale si erano avute alcuni giorni fa su segnalazione di un privato. La Provincia era intervenuta con una prima, parziale sigillatura delle lesioni. Ma il fenomeno franoso era innescato e la notevole quantità d’acqua dei giorni successivi ha provocato lo scivolamento.
Il tratto di strada è sottoposto a monitoraggio continuo da parte della Provincia anche perché, dopo una ricognizione complessiva della scarpata che ha messo in evidenza sensibili movimenti superficiali del terreno, si teme che il fronte possa estendersi di qualche centinaio di metri. Sarebbe un danno enorme che impedirebbe per molto tempo di poter tornare a utilizzare il collegamento viario principale per il centro urbano. Ieri, il sindaco Gennaro Matarazzo e l'assessora Katia Colalongo hanno avuto assicurazioni in Provincia di attenzione continua sul caso. L'appello è rivolto anche al governatore Luciano D'Alfonso che ha dichiarato di tenere a cuore l'assetto idrogeologico della regione che in questi giorni sta mostrando un alto grado di vulnerabilità, spesso connesso a opere pubbliche e private realizzate in modo dissennato. A farne le spese anche i pellegrini del Volto Santo che a migliaia ogni mese raggiungono il santuario. Un motivo in più pera provvedere tempestivamente al ripristino della circolazione stradale.
Walter Teti
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