«Bloccati dalla neve Il terremoto fa paura»

21 Gennaio 2017

L’ansia e l’apprensione di dipendenti e ospiti del resort sfogata su Facebook Messaggini e faccette per comunicare da Rigopiano con familiari e amici

PESCARA. «Neve altissima... terremoto continuo». E poi due faccette, una che si dispera e l’altra che piange. È questo l’ultimo post su Facebook lasciato da Cecilia Martella, una delle dipendenti dell’Hotel Rigopiano distrutto dalla valanga. È accaduto alle 13,14 del mercoledì della tragedia, a poco più di 4 ore dalla valanga. In quelle ore di ansia e apprensione, con l’albergo circondato da metri e metri di neve – in alcuni punti, a Rigopiano, la neve ha toccato anche i 5 metri – e con la linea telefonica fuori uso, i social network sono stati l’unico punto di contatto tra dipendenti e ospiti e il mondo esterno sommerso dalla neve.

Cecilia, massaggiatrice ed estetista, pubblica anche una foto: la neve è alta come i lampioni. «E sì, quello era un lampione», scrive. E lei, 25 anni, residente ad Atri, non è l’unica ad aver affidato a Facebook il suo pensiero.

Un’altra dipendente del resort che racconta su Facebook di essere bloccata dalla neve è Luana Biferi, la ragazza di Bisenti appassionata di calcio: alle 12,45 di mercoledì è proprio lei a preoccuparsi perché non riesce ad avere notizie dei genitori, a Bisenti, e non riesce a contattarli telefonicamente. E rispondendo agli amici che la rassicurano dice: «Sono bloccata a Rigopiano con 3 metri di neve... il terremoto». Poi tre cuori spezzati. È il suo ultimo messaggio, poi, il buio.

L’ultima foto su Facebook, vista adesso, è straniante. È stata scattata martedì sera. C’è una bufera bianca, un cumulo di neve: «Nevica poco», la didascalia scherzosa di Valentina Cicioni e Giampaolo Matrone, coppia trentenne della provincia di Roma. Giampaolo è il titolare della Deliziosa, un bar-pasticceria in una zona centrale di Monterotondo. Tifoso laziale, un viso sorridente dietro al bancone che tanti, in città, ricordano con simpatia: Matrone è uno dei sopravvissuti. Valentina, di Mentana, è infermiera al blocco operatorio del policlinico Gemelli di Roma. Gli amici, ma anche i perfetti sconosciuti che hanno letto sui giornali i nomi dei dispersi, si sono dati però appuntamento sulla pagina della coppia. Una “bacheca spontanea” su cui scambiarsi aggiornamenti letti sui siti di informazione o ascoltati al telegiornale. «Giampaolo stringi forte la mano e Valentina e togliti la neve di torno e torna da noi a Monterotondo che siamo in tanti ad aspettarvi... ma soprattutto tua figlia», scrive una ragazza. Qualcuno annuncia: «Ragazzi, hanno ritrovato persone vive», e riparte la speranza: «Dai che state per uscire da quest’inferno».

Poi, Facebook racconta anche una storia di speranza: sono salvi Lupo e Nuvola, i pastori abruzzesi mascotte dell’Hotel Rigopiano, sono salvi. La notizia, apparsa nelle ultime ore su Facebook, è diventata presto virale accendendo una luce di speranza per altre buone notizie. E così è stato. Prima che i soccorritori estraessero dalle macerie i sopravvissuti alla slavina, Martina Rossi, da gennaio barista dell’albergo, pubblicava un post sul suo profilo Fb in cui annunciava l'arrivo a Farindola dei due cani: «Lupo e Nuvola, nati e cresciuti all'Hotel Rigopiano, non so come, sono riusciti a raggiungere la mia contrada, una frazione di Farindola (Villa Cupoli) sani e salvi. Questo non può di certo colmare il vuoto e la distruzione che attraversa un paese in ginocchio ancora speranzoso, nell'attesa soltanto di notizie positive, me in prima persona. Ma questi due bellissimi cagnoloni, rivedendoli, di certo sono riusciti a farmi tornare a battere il cuore, almeno per qualche secondo, riportando la speranza». Centinaia i commenti di sollievo e speranza degli utenti del social, migliaia le condivisioni della notizia. I due cani - si legge nella pagina Fb dell'Enpa di Ofena, che posta anche un video degli animali - ora sono stati affidati a un'amica del proprietario del resort e sono in compagnia di «Marghotta, figlia di Nuvola», che già abitava in quella casa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA