Bloccati in hotel, incubo per 148 studenti

21 Gennaio 2017

Passo Lanciano. Non sono in pericolo, ma la settimana bianca è diventata una brutta avventura. Oggi il rientro a casa

PRETORO. Da sei giorni bloccati in un albergo di montagna circondato dalla neve alta quattro metri. Dietro i vetri delle finestre, impossibili da aprire, un muro di neve compatta impedisce ogni visuale del magnifico panorama sui monti della Majelletta con la cabina degli impianti di risalita complemente sepolta dalla coltre bianca. Doveva essere una spensierata vacanza scolastica, cominciata domenica scorsa, sui monti innevati di Passo Lanciano, ospiti del grand hotel Panorama di località Belladonna a Pretoro, ma col passare delle ore, si è trasformata in un incubo per 148 studenti di prima e seconda media e superiori e 12 docenti del comprensivo Ciampoli-Spaventa di Atessa, nel Teatino. La neve scesa copiosa ha lentamente, nel corso dei giorni, bloccato e chiuso completamente le strade di accesso all'albergo, posizionato a 1500 metri di altitudine nel cuore del parco nazionale. Nessuno può entrare o uscire. Qualcuno tra gli studenti ha accusato malori da panico, altri hanno pianto, quando hanno saputo in serata che la vacanza, prevista fino a ieri pomeriggio, si prolungava forzatamente almeno di un giorno. E l'hotel si è trasformato in un attimo in una «prigione dorata». Perché , a parte la corrente elettrica ad intermittenza e le linee dei telefonini mute, a nessuno degli ospiti in questi giorni è mancato il comfort, il calore dei locali, cibo a volontà e ogni genere di divertimento, dallo sci ai tornei di ping pong, alle palle tirate sulla neve.

Psicosi Rigopiano. Nessuno è mai stato in pericolo, ma ad un certo punto le notizie che arrivavano dai social sulla tragedia del resort Rigopiano hanno scatenato panico e psicosi ed esaltato le fragilità di ciascuno. Genitori e familiari degli insegnanti si sono tenuti in contatto attraverso whatsapp ed è stato un fluire frenetico di informazioni. «Stiamo bene, ma abbiamo paura, ci sentiamo in trappola, vogliamo tornare a casa», è l'allarme partito giovedì dai social e raccolto dai familiari rimasti a casa. Quindi la riflessione di un genitore che vuole restare anonimo: «E se qualcuno si sentisse male e non potrebbe essere soccorso? Avrei voluto organizzare una catena umana di solidarietà, ma arrivare fin lassù è impossibile, troppa neve». Prime cose da fare, dunque, allertare la prefettura di Chieti e il Comune di Atessa per sollecitare interventi. Qualcuno tra i genitori lo ha fatto, ed entrambe le istituzioni si sono mosse prontamente.

Arrivano i nostri. La prefettura di Chieti ha finalmente inviato due turbine spazzaneve dal Friuli (prima una, dopo l'altra perchè occorrevano rinforzi) e il vice sindaco di Atessa, Vincenzo Pellegrini, ha affiancato il coordinamento degli interventi di ricognizione sul territorio degli spalaneve che da ieri mattina hanno iniziato a sfondare la muraglia bianca, scortati dai carabinieri di zona. «I mezzi meccanici stanno sfondando il muro di neve - ha rendicontato nel pomeriggio di ieri l'assessore con delega alla Protezione Civile - il tragitto si presenta difficoltoso perché i tracciati stradali non sono ben visibili». Le turbine hanno spento i motori a Passo Lanciano alle ore 18, torneranno in azione stamani, il salvataggio è rimandato.

Allerta sottovalutata. Perché la gita scolastica si è fatta lo stesso, malgrado gli allerta meteo lanciati già dai giorni precedenti agli eventi climatici che hanno provocato disastri e un morto in tutta la regione? Non si poteva posporre la vacanza o avere indietro i cinquanta euro della restituzione dell'acconto per la prenotazione in hotel? Avremmo voluto rivolgere la domanda alla preside del comprensivo, Liberata Colanzi. L'abbiamo cercata via mail, per telefono e anche attraverso la vice preside Anna Maria Rucci, ma non siamo riusciti a contattarla.

Tutti a casa. La liberazione degli ospiti dell'hotel Panorama è prevista per la giornata di oggi. Ma intanto per alunni e docenti, il ritorno a casa doveva essere ieri pomeriggio alle 14 quando tre autobus di una compagnia di Manoppello dovevano riprendere la scolaresca in quel di Pretoro e, di conseguenza, la permanenza in vetta si è allungata di un giorno. Gli insegnanti, con tatto e delicatezza, sono stati costretti a dare la notizia: non possiamo tornare a casa, siamo bloccati qui ancora un'altra notte. Fino a quel momento, i ragazzi erano stati tenuti all'oscuro della reale situazione in divenire, delle preoccupazioni ben gestite dai docenti e hanno continuato a divertirsi come in una vacanza qualsiasi. Da quel momento, invece, si è scatenato un po’ di panico generale e qualcuno si è sentito male. Mal di pancia, dovuta alla tensione, pianti, ma nulla di più grave. E come se non bastasse, nel tardo pomeriggio di ieri, la neve è tornata a scendere, peggiorando di fatto una situazione di angoscia e paura.

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