«Bolla più terremoto: qui il mercato è drogato»

16 Gennaio 2017

L’AQUILA. «Ma quale ripresa… Sono solo gli effetti di un mercato drogato, che all’Aquila sono ancora più evidenti». E’ tranciante il giudizio di Sergio Adriani, consulente per Tecnoborsa, Bankitalia,...

L’AQUILA. «Ma quale ripresa… Sono solo gli effetti di un mercato drogato, che all’Aquila sono ancora più evidenti». E’ tranciante il giudizio di Sergio Adriani, consulente per Tecnoborsa, Bankitalia, e Agenzia delle Entrate, sul “miracolo” immobiliare descritto dall’osservatorio di Nomisma. Al “peccato originale”, che ha fatto crollare il mercato delle case nel 2007, vale a dire la bolla speculativa dei titoli tossici partita dagli Usa, all’Aquila si sono aggiunti gli effetti dei terremoti, che hanno comportato una perdita di appetibilità della città, poi il progressivo deprezzamento causato anche dalla notevole quantità di appartamenti invenduti. Le zone più vivaci, sotto il profilo delle compravendite, secondo Adriani attualmente sono quelle nella fascia di Via Castello, Viale Duca degli Abruzzi Viale Giovanni XXIII, la villa comunale, Santa Maria di Farfa. «Anche le villette nella fascia semiperiferica», aggiunge, «vanno abbastanza bene, ma non bisogna fermarsi all’analisi dei soli dati delle compravendite. Quello che è evidente è che anche in zone di pregio, come il centro storico, attualmente si può acquistare una casa pagando intorno ai 1200 euro al metro quadrato, ben al di sotto del valore pre-crisi». Insomma, sempre secondo Adriani, bisognerebbe andare a vedere cosa si nasconde dietro al boom delle compravendite che si è registrato negli ultimi tre anni, e dei conseguenti atti notarili registrati.

«Uno degli aspetti da prendere in considerazione», aggiunge, «è quello dell’instabilità sociale. La gente ha paura, e a fronte delle notizie che provengono dal mondo della finanza, le persone sono tornate a rifugiarsi di nuovo nel mattone. Le case vengono acquistate a uso proprio, o come rendita sicura. Vanno bene anche le seconde case, ma solo in località di prestigio. L’impoverimento della classe media, la crisi che ha investito i titolari di partite Iva, ha fatto sì che le banche e gli istituti finanziari abbiano immesso sul mercato un grande numero di immobili, venduti all’asta. Ebbene, ci sono anche questi nel novero degli atti stipulati, chiaramente a prezzi di gran lunga inferiori rispetto a quelli di mercato».

Angela Baglioni

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