Bollettini Tari in ritardo, ora è polemica

11 Luglio 2023

Il Pd: «Mancano pochi giorni alla scadenza del pagamento e gli avvisi non sono ancora arrivati»

PESCARA. È polemica sui bollettini per pagare la prima rata della Tari, in scadenza il 31 luglio, che non sono stati ancora inviati ai contribuenti. Il Pd ieri ha criticato il Comune per il ritardo, mentre l’assessore ai tributi Eugenio Seccia ha reso noto un report delle prossime spedizioni.
Entro giovedì, ha riferito l’assessore, verranno inviati 25.000 bollettini; entro venerdì, altri 12.000; ed entro il 17 luglio, gli ultimi 22.000 rimasti. Ma la polemica non si ferma.
«Dopo aver prorogato per ben due volte la scadenza», hanno detto i consiglieri del Pd e delle liste civiche di centrosinistra, «far arrivare i bollettini Tari in ritardo è inaccettabile. Il Comune e la società di riscossione hanno avuto un lasso di tempo decisamente più lungo del passato per organizzare con efficienza l’invio: siamo quasi arrivati alla scadenza del 31 luglio e nessuno ha ricevuto l’ombra di un avviso di pagamento».
«Molti pescaresi non sono al corrente dei rinvii decisi dalla giunta Masci e certamente aspettano i bollettini via posta o tramite posta elettronica certificata (Pec) per sapere quanto e quando pagare», hanno fatto presente Piero Giampietro, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli, Marco Presutti, Giovanni Di Iacovo, Marinella Sclocco e Mirko Frattarelli, «e benché parliamo tecnicamente di un tributo in autoliquidazione il cui pagamento è dovuto a prescindere dalla ricezione dell’avviso, replicare il ritardo nell’invio nonostante la scadenza del 31 marzo sia stata prima rimandata a maggio e poi a luglio è ingiustificabile».
«Anche perché», hanno aggiunto i consiglieri di centrosinistra, «non si può pensare di mettere sotto pressione la liquidità dell’ente, che non riesce neppure a coprire le buche più pericolose lungo le strade, né di pretendere da famiglie e imprese di pagare in pochissimi giorni».
«Una inefficienza che il Comune di Pescara targato centrodestra, alle prese con disastri quotidiani, indagini, popolarità ai minimi della classifica nazionale come rilevato anche dal Sole 24 ore», hanno concluso, «poteva benissimo risparmiare ai pescaresi. Il Comune sta dimostrando di non essere neppure capace di farsi pagare: ogni giorno che passa dimostra che è meglio il commissario per ridare la parola agli elettori alla prima data utile».