Bollo cancellato a 815mila veicoli. Per l’Abruzzo spariscono 100 milioni di incassi

18 Settembre 2026

Sono 659mila le auto e 156mila le moto interessate dal taglio della tassa più odiata d’Italia

 L’AQUILA

È un grande numero: 137.966.635 euro soltanto nel 2024. È questa la cifra che la Regione Abruzzo incassa con il bollo auto, una delle tasse più odiate di sempre. Ma adesso, con la sospensione per le moto e le utilitarie decisa dal governo Meloni per il 2027, l’amministrazione Marsilio si prepara a rinunciare almeno a 80-90 milioni, forse addirittura 100, soldi già spariti che però, secondo le promesse, dovrebbero ricomparire come ristori dallo Stato.

L’”ABBRUZZO” di SALVINI

In Abruzzo sono 659.304 le persone fisiche che possiedono almeno un’autovettura o un motociclo fino a 80 kilowatt, cioè la soglia da non superare per aggiudicarsi il bollo gratis: «Nella regione circolano complessivamente 659.304 auto e 156.506 moto entro gli 80 kW», recita una nota del ministero delle Infrastrutture diffusa ieri in cui, per due volte, si parla di “Abbruzzo” e non Abruzzo. «Oltre 815mila veicoli sotto la soglia prevista. Una platea molto ampia», secondo il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, leader della Lega. E adesso, dice Salvini, «l’obiettivo è proseguire nel percorso avviato, lavorando per estendere in futuro la soglia oltre gli 80 kW».

Il presidente del consiglio Giorgia Meloni, il ministro dei trasporti Matteo Salvini, durante la conferenza stampa a palazzo Chigi Roma 16 settembre 2026. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

UN MILIONE DI VEICOLI

Sulle strade dell’Abruzzo, dai rettilinei di collegamento tra le città fino ai percorsi tortuosi che portano ai paesi dell’entroterra, in totale circolano quasi un milione di macchine: nel 2014 erano 847.233 mentre nel 2024 sono crescite a 923.548 (76.315 in più in dieci anni). L’Italia ha il numero di autovetture per abitante più alto d’Europa e, in Abruzzo, il primato spetta all’Aquila che è al 10° posto nazionale tra le province italiane per numero di autovetture, 775, ogni mille abitanti; seguono Teramo, al 20° posto con 743 vetture e Chieti al 33° con 732 auto ogni mille abitanti; ultima, in regione, la provincia di Pescara all’87ª posizione con 665 auto. Su scala regionale, l’Abruzzo occupa il 13° posto.

CENTO MILIONI

Se questo è il parco macchine che, grazie al bollo, garantisce quasi 140 milioni di entrate nelle casse abruzzesi, per capire quanti sono davvero 100 milioni di euro si può fare un paragone: il disavanzo della sanità regionale, sempre al centro della polemica politica, vale circa 80 milioni, altro grande numero che il governo amico ha imposto di azzerare entro il 2028. Sulla stessa linea, la riforma dell’addizionale regionale Irpef varata dal centrodestra di Marsilio, con un aumento delle aliquote a seconda del reddito, garantisce 40 milioni l’anno ed è calibrata su due anni, 2026 e 2027, quindi 80 milioni. A fronte di questi paragoni, si capisce che 100 milioni non sono proprio pochi.

GLI ACCERTAMENTI

La misura a sorpresa del governo Meloni – niente più bollo per moto e utilitarie sotto gli 80 kW ma il taglio è valido soltanto per un veicolo a famiglia – riguarda il 2027: per gli anni precedenti bisogna pagare e mettersi in regola. Ed ecco perché, proprio mentre il governo gonfia il petto e toglie una tassa, la Regione Abruzzo annuncia l’avvio di un’altra campagna di accertamento per scoprire gli evasori: «Chi non è in regola può pagare entro la scadenza con sanzioni ridotte», recita l’annuncio. La scadenza è quella del 5 ottobre prossimo: «I contribuenti che non risultano in regola con il pagamento potranno ricevere dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione una cartella di pagamento comprensiva di sanzioni del 25%, interessi e oneri di notifica», dice l’avviso. Per evitare l’avvio della procedura di riscossione forzata, chi non ha ancora pagato può regolarizzare la propria posizione entro tre settimane: «I contribuenti che non risultano in regola con il pagamento potranno ricevere dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione una cartella di pagamento comprensiva di sanzioni del 25%, interessi e oneri di notifica. Per evitare l’avvio della procedura di riscossione», spiega la Regione, «chi non ha ancora pagato può regolarizzare la propria posizione entro il 5 ottobre 2026. Entro questa data, le sanzioni applicate saranno ridotte fino a un massimo del 5%, in base al ritardo maturato, oltre agli interessi calcolati al momento del pagamento». Il pagamento, ricorda la Regione, può essere effettuato in: «Delegazioni Aci, uffici postali, tabaccai autorizzati, agenzie di pratiche auto autorizzate, altri punti di riscossione abilitati».

SETTE MILIARDI

In Italia, dice una ricerca della Cgia di Mestre, il parco auto ha superato quota 41 milioni e 300 mila mezzi: nell’ultimo decennio si sono aggiunte poco più di 4 milioni e 200mila vetture, con un aumento complessivo dell’11,5%. A fronte di questi numeri, calcolando tutta l’Italia, il bollo porta all’Erario circa 7 miliardi di euro all’anno.

PARCO MACCHINE

La curiosità è che, tra i grandi Paesi dell’Unione Europea, l’Italia detiene il parco auto più anziano: quasi un’auto su quattro, il 24,3%, ha più di vent’anni. Fa peggio soltanto la Spagna (25,6%), mentre la Francia si ferma a poco più di una su 8 (12,5%) e la Germania addirittura a una su 10 (10 %). L’Italia ha il numero di autovetture per abitante più alto d’Europa, 701 ogni 1.000 abitanti. A livello territoriale, invece, il record spetta alla provincia di Firenze con 877 vetture per 1.000 abitanti.