«Bomba batteriologica Cofa da demolire subito»

Ecco il rapporto sull’ex mercato ortofrutticolo inviato dai vigili urbani a sindaco e D’Alfonso: «Rischio crollo in caso di neve, c’è ancora chi bivacca»
PESCARA. «Una probabile bomba batteriologica». L’hanno definito così, ufficiali e agenti scelti della polizia municipale, il Cofa - l’ex mercato ortofrutticolo della riviera sud, ormai in disuso dal 2004, ma già dagli anni precedenti inutilizzato – in seguito a un sopralluogo effettuato l’altro ieri nell’edificio ormai ridotto a un rudere e in via di demolizione, come deciso l’anno scorso dalla giunta regionale presieduta da Luciano D’Alfonso.
L’abbattimento dei locali sarà effettuata dalla Cesa srl di Roma, la ditta che si è aggiudicata l’appalto al termine della gara bandita dalla Regione Abruzzo (alla quale hanno preso parte 56 imprese), una volta che sarà terminato l’iter per la verifica dei requisiti da parte della società romana, con i lavori che potrebbero concludersi anche prima di Pasqua.
Ma ora è l’analisi della polizia municipale a dare uno sprone alla demolizione, in un documento che è stato consegnato dapprima al Comune di Pescara e poi alla Regione Abruzzo, di cui il Centro è in grado di dare notizia.
Oltre alla potenziale «bomba batteriologica», infatti, paventata dai vigili urbani, il sopralluogo del 27 gennaio ha evidenziato che, si legge sempre nel documento ora nelle mani del sindaco Marco Alessandrini e del presidente della giunta regionale D’Alfonso, «attualmente, dal punto di vista strutturale, una copiosa nevicata potrebbe portare al cedimento dei solai stessi con pericolo per l’incolumità di coloro che arbitrariamente occupano il complesso».
Già, poiché non solo, proprio nella notte passata, su Pescara si è avuta una nevicata, seppur leggera, ma anche perché dal controllo effettuato dagli ufficiali e dagli agenti scelti è emerso che nel rudere, come negli anni passati, continuano a vivere dei senzatetto (nell’ottobre scorso fu identificato tra l'altro un soggetto già condannato per traffico d’armi).
Con l'evidente rischio, dunque, per chi vi passa la notte a dormire, di poter rimanere schiacciato da un eventuale crollo della struttura. «Al momento del sopralluogo», hanno scritto i vigili, «non è stato riscontrato alcun soggetto all’interno dell’area, ma la presenza di panni stesi ad asciugare, suppellettili personali, materassi, pentole e vivande fanno ragionevolmente presumere che la struttura sia tuttora abitata e non si esclude», aggiungono, «la presenza di bambini, poiché sono stati rinvenuti peluche, carrozzini e seggioloni in buono stato d’uso negli stessi locali».
Una situazione pertanto intollerabile anche da un punto di vista sociale e umanitario. A questo, fanno notare i vigili, va aggiunto che la zona, la quale presenta «quantitativi spropositati d'immondizia di ogni genere», tale da «costituire un problema igienico- sanitario», è anche un «proliferare di ratti di dimensioni ragguardevoli che vagano tranquillamente anche alla presenza di persone», e che, inoltre, «l’ingente quantità di flaconi vuoti di alcol nelle adiacenze dei depositi di risulta, e di materiale incendiato, fa ragionevolmente presumere che gli occupanti abitualmente diano fuoco all’immondizia per riscaldarsi. Invero», prosegue il rapporto dei vigili urbani, «vi sono locali completamente incendiati all’interno, dove le fiamme hanno interessato anche i componenti della struttura con ulteriore indebolimento della stessa». E in questi ambienti, poi, racconta sempre la polizia municipale, «sono presenti pentole per cucinare. Pertanto, è verosimile che anche tali locali siano abitualmente frequentati dagli occupanti». Un’emergenza socio-santaria, nella quale i vigili hanno anche rilevato materiale «di sicura provenienza furtiva», come carcasse di biciclette, borse e portafogli.
«Si richiede un urgente intervento», ha quindi concluso la polizia municipale.
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