Bombarolo, stamane la sentenza E in aula dice: valgo più di Einstein

20 Maggio 2014

L’impiantista che realizzò un ordigno in una villetta e incendiò un’auto davanti al tribunale di Chieti cambia legale per la quarta volta e davanti ai giudici accusa: «Nell’avvocatura c’è un potere occulto»

PESCARA. Un nuovo avvocato, le «invenzioni» partorite in 16 mesi di reclusione, la promessa di una teoria che cambierà l’economia e la presentazione: «Sono il nuovo Einstein».

Tra lo sconcerto del collegio giudicante è ripreso ieri mattina il processo a Roberto Di Santo, il “bombarolo” di 58 anni accusato di aver incendiato quattro auto e di aver realizzato un ordigno piazzato in una villetta a Villanova di Cepagatti seminando, nei dieci giorni di fuga, dvd con videomessaggi per spiegare la sua lotta contro le ingiustizie.

Al suo fianco, nell’udienza di ieri, c’era un nuovo avvocato, il legale d’ufficio Alessandro Dioguardi che è subentrato ai precedenti tre avvocati del “bombarolo”, l’impiantista che dal gennaio 2013 è in carcere con l’accusa di vari atti incendiari tra cui un’auto bruciata di fronte al tribunale di Chieti. Nell’udienza ha deposto Marilisa Amorosi, il perito nominato dal tribunale con il compito di fare una perizia psichiatrica. Il medico ha illustrato le conclusioni del suo esame. «Di Santo è affetto da disturbo paranoide o delirio cronico sistemizzato e al momento del fatto aveva, per malattia psichiatrica, capacità di intendere e di volere grandemente scemata. E’ da ritenersi persona socialmente pericolosa, in senso psichiatrico», ha concluso la specialista.

A quel punto, però, l’imputato ha chiesto al collegio presieduto da Angelo Zaccagnini di poter parlare, di fare una dichiarazione spontanea dove ha spiegato la sua lotta alle ingiustizie e illustrato le sue “invenzioni”.

«Sono vent’anni che subisco ingiustizie», ha detto Di Santo al tribunale, «sono creditore nei riguardi dello Stato di centina di migliaia di euro», ha proseguito iniziando poi a illustrare ai giudici le sue «invenzioni».

«Ho inventato un motore a forza totalmente energetico di cui ho tutte le certificazioni: sono arrivato dove Albert Einstein non è riuscito», ha aggiunto l’uomo alludendo anche a «una teoria capace di risolvere le disuguaglianze sociali», a un’altra che aiuterebbe l’economia e infine riservando una stilettata agli avvocati.

«Ho rimesso solo un avvocato», ha detto l’uomo, «gli altri sono andati via perché nessuno ha voluto portare avanti le mie motivazioni. Esiste un potere occulto dell’avvocatura anche se non per tutta», ha concluso Di Santo tornando, poi, in carcere. Ma il “bombarolo” sarà ancora in aula oggi dalle 9.15 quando a parlare saranno il pm Silvia Santoro e la sua difesa ed è probabile che nell’udienza arriverà la sentenza per l’impiantista.

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