Bonifica bloccata, ora c’è un indagato

31 Luglio 2021

Avviso di garanzia al rappresentante legale di Moligean per non aver fatto demolire le strutture presenti nel sito inquinato

BUSSI. La società Edison non potrà portare avanti i lavori di bonifica del sito inquinato di Bussi, fino a quando la società Moligean non deciderà di abbattere la struttura che insiste proprio su quella zona, nel territorio del Comune di Bolognano. Un problema che ora sta affrontando anche la procura di Pescara che ha aperto un fascicolo su questa vicenda. Dopo la denuncia presentata dal sindaco di Bolognano Guido Di Bartolomeo, il procuratore Anna Rita Mantini e i due sostituti Anna Benigni e Luca Sciarretta, che hanno riacceso i fari sulla storia infinita della più grande discarica abusiva d'Europa scoperta dalla forestale, hanno prima spedito i carabinieri forestali in Comune per acquisire le carte che interessano questa vicenda, poi hanno deciso di iscrivere nel registro degli indagati la rappresentante legale della Moligean per inosservanza dei provvedimenti dell'autorità.
E qui si apre un ampio fronte che riguarda la lunga querelle tra la proprietà dell'area ex Montecatini e l'amministrazione di Bolognano. Quello che però ha fatto scattare l'iscrizione del legale rappresentante della Moligean riguarda l'ultima ordinanza firmata dal sindaco che dava alla società 60 giorni di tempo per procedere alla «demolizione delle parti totalmente fatiscenti e a rischio crollo». Questo per poter quindi consentire ad Edison di proseguire i lavori di bonifica iniziati, ma bloccati appunto dalla presenza di quella imponente struttura. La precedente ordinanza era stata subito impugnata davanti al Tar che il 12 gennaio scorso accoglieva il ricorso presentato da Moligean perché «l'ordinanza era carente in quanto non specificava quali e quanti parti dell'immobile dovevano essere demoliti o messi in sicurezza».
I giudici ordinavano anche al Comune di eseguire con Edison e Moligean un sopralluogo congiunto che puntualmente venne effettuato. Moligean, dal canto suo, aveva sempre lamentato il fatto (e lo aveva scritto anche al competente ministero dell'Ambiente) che la diffida a provvedere alla demolizione era illegittima in quanto tale attività, essendo prodromica alla bonifica, spettava ad Edison in qualità di responsabile dell'inquinamento.
Sta di fatto che, dopo il sopralluogo ordinato dal Tar, il sindaco Di Bartolomeo emise una nuova ordinanza di demolizione che veniva nuovamente impugnata al Tar, che questa volta però confermava l'obbligo di demolizione degli edifici in capo alla Moligean, previa la presentazione di un progetto di demolizione e messa in sicurezza: progetto non ancora realizzato. Anzi, Moligean presentò un nuovo ricorso al Consiglio di Stato che proprio in questi giorni si è espresso dando torto alla proprietà dell'area. Quindi ora la parola passa alla procura.
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