Bonifica Bussi, allarme dell’Arta

11 Febbraio 2021

L’agenzia per la Tutela ambientale: il Ministero va troppo a rilento

BUSSI SUL TIRINO. L’Arta Abruzzo, l'agenzia per la tutela dell'ambiente, continua a monitorare la delicata situazione delle due discariche 2A e 2B di Bussi, limitrofe all'area ex Montecatini della mega discarica di rifiuti tossici e nocivi. L'8 febbraio scorso ha inviato una nuova relazione ai principali enti locali, al ministero dell'Ambiente e alla procura che sta indagando sull'inquinamento di quelle due discariche. Una relazione dove si evidenzia come i lavori di messa in sicurezza del sito, dove si trovano sostanze tossiche e cancerogene, vanno troppo a rilento e, di questo passo, solo per completare la copertura leggera ci vorranno almeno 34 mesi. Sulla vicenda interviene l'associazione Forum H2O che da sempre segue questa delicata situazione che rischia di mettere in serio pericolo la salute dei residenti e non solo. «Carte alla mano», scrive, i tecnici dell'Arta hanno rilevato che «a fronte di un’area di intervento pari a 25.460 mq, è stata realizzata la copertura di meno del 10 per cento, nel tempo previsto dal cronoprogramma approvato per effettuare la Mise dell'intera area. Visti i tempi finora impiegati per l'esecuzione dei lavori sopra citati, se si dovesse mantenere la stessa velocità d'intervento, si può ipotizzare il completamento delle attività di capping leggero in ulteriori 34 mesi». L'Associazione sottolinea poi che, come rilevato dall'Arta, mancano ancora i risultati dei campioni prelevati dalla Edison sui rifiuti industriali e terreni delle discariche e delle acque sotterranee, che devono servire ad Arta per valutare eventuali e ulteriori approfondimenti. «Pertanto», scrive Arta, «non appena saranno acquisiti gli esiti delle indagini di parte saranno sottoposti a validazione e verrà prodotta apposita e specifica relazione tecnica. Si anticipa che le acque campionate in contraddittorio mostrano numerosi superamenti delle Csc tra cui tetracloroetilene, tricloroetilene, cloruro di vinile ed esacloroetano». L'associazione punta il dito sul ministero dell'Ambiente che dal 2008 ha la responsabilità di quel sito e non ancora provvede alla messa in sicurezza. (m.cir.)