Bonifica Bussi, manca il parere dell’Arta

13 Novembre 2014

Allarme del sindaco Lagatta che teme tempi lunghi per l’avvio del progetto e annuncia un ricorso alla magistratura

BUSSI SUL TIRINO. Il sindaco Salvatore Lagatta manifesta inquietudine rispetto ai tempi programmati per decidere sui procedimenti di approvazione del progetto di bonifica e soprattutto del piano di caratterizzazione delle aree contaminate, operazioni propedeutiche sia alla bonifica che al programma di reindustrializzazione.

Le decisioni dovranno arrivare dalla conferenza dei servizi che sarebbe in agenda entro il 20 novembre a Roma, al ministero dell'Ambiente. Inquietudine che deriva dal fatto che, per la convocazione della conferenza, l'Agenzia regionale Arta avrebbe deve validare il piano di caratterizzazione elaborato da Solvay per le aree interne al sito industriale.

«Ciò non è ancora avvenuto» afferma con rammarico Lagatta «e questo ferma tutto il processo che, fino a oggi, abbiamo cercato a tutti i costi di accelerare. Qui a Bussi non pensiamo che a questo. Il ministero dovrà avere il carteggio dall'Arta e il progetto definitivo da parte del commissario Adriano Goio (che aveva presentato soltanto un preliminare), il quale mi ha assicurato che, nel breve giro di una settimana, sarebbe stato inviato a Roma. Senza approvazione del piano di caratterizzazione non c'è bonifica, non c'è progetto, non c'è reindustrializzazione e se saltano le date che scrupolosamente ci siamo dati nei vari incontri tecnici al ministero, i tempi diventeranno non più convenienti per tutti».

Rispetto a queste eventualità, Lagatta annuncia un esposto alla procura della repubblica con la finalità di fare luce sulle ragioni dei ritardi che si stanno accumulando.

«Qui abbiamo investitori in attesa di avere il via per dare corpo ai loro programmi e, di sicuro, procrastinare i tempi» incalza il primo cittadino «non fa bene a nessuno. Rischiamo anche che qualcuno ci ripensi. Oggi (ieri ndc) era in programma un incontro fra Arta e Solvay, evidentemente per approfondire il caso, ma anche questo è stato disdetto, dunque è necessario che si faccia chiarezza su ogni fronte. L'amministrazione ha il dovere di rispondere ai cittadini, i quali sperano al più presto di riappropriarsi di un territorio sano e prolifico di lavoro e di nuove potenziali economie». Lo studio della caratterizzazione ha riguardato l'indagine del sottosuolo nel sito interno all'area industriale, con il rilievo dei sottoservizi presenti non più utilizzabili e delle sostanze ritenute inquinanti.

Risultati che aprono le porte al tipo di bonifica da effettuare anche in relazione al tipo di industria che andrà a rioccupare quel sito. Per le aree esterne (2A e 2B, oltre sei ettari) con un diverso grado di inquinamento, la proposta Goio prevede di trasportare il materiale contaminato in altro sito autorizzato e l’accumulo in loco o in altra zona controllata del materiale non pericoloso. Le operazioni di bonifica spetteranno a Goio con i 50 milioni disposti dal decreto Milleproroghe e la partecipazione di Solvay.

Notizie note da mesi, che però rischiano di diventare mere ipotesi. In ogni caso, per il 20 novembre al ministero ci sarà un incontro tecnico sulla riduzione del sito di interesse nazionale.

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