Bonifica, Bussi sfida emendamento del Pd

4 Dicembre 2015

Assemblea con 500 cittadini convocata dal sindaco: «Vogliamo essere protagonisti del nostro futuro»

BUSSI SUL TIRINO. Il sindaco di Bussi, Salvatore Lagatta, convoca un’assemblea pubblica, e mobilita 500 concittadini, pronti a presidiare la sala consiliare, se Bussi sarà estromessa dalle decisioni che riguardano il progetto di bonifica e reindustrializzazione cui sono interessati Solvay e Filippi Farmaceutica.

Così, mentre in paese si attende ancora la convocazione di una conferenza dei servizi per definire le procedure, ad accendere la scintilla è un emendamento alla legge di stabilità – a firma dei senatori del Pd Caleo, Cuomo, Dalla Zuanna, Mirabelli, Morgoni, Sollo, Vaccari e Lai – presentato anche alla Camera, questa volta a firma della parlamentare Chiara Braga, della segreteria nazionale Ambiente del Pd e del collega, deputato popolese, Antonio Castricone per chiedere la cessazione delle funzioni del commissario di governo Adriano Goio, a partire dal primo gennaio 2016, e di «versare le risorse residue al bilancio della Regione per essere utilizzate», si legge nella motivazione, «sulla base di un accordo di programma tra ministero dell'Ambiente e Regione, per interventi di bonifica del sito di interesse nazionale di Bussi».

In pratica, se passasse l'emendamento, a Bussi andrebbe tutto a monte. Gli attori dell'accordo di programma, amministrazione comunale – commissario Goio, Solvay, parti sociali, operai della fabbrica chimica, cittadini, nuovo investitore – dovrebbero infatti abbandonare la scena e lasciare che ministero e Regione, con tempi e modi da definire, trovino la soluzione sul caso Bussi.

Il sindacoLagatta, per spiegare come stanno le cose ai suoi concittadini, e cosa potrebbe accadere nel caso l'emendamento fosse approvato, ha convocato ieri sera un’assemblea pubblica per invitare i bussesi a prendere atto di quanto è avvenuto a partire dal 30 ottobre, quando non fu firmato l'accordo di programma per i rilievi mossi dal ministero circa il passaggio di proprietà dei siti da bonificare, fino al 26 novembre, giorno in cui è stato presentato l'emendamento alla Camera. Il sindaco ha invitato i suoi concittadini anche per sapere da loro come ci si dovrà muovere, quali iniziative assumere per non essere esautorati senza rimanere protagonisti del proprio destino. Il tutto a fronte di conseguenze irreparabili che si profilano per il venir meno di due attori principali – Solvay e il nuovo investitore Filippi Farmaceutica – per impegni improrogabili nelle loro strategie aziendali (la Solvay rimarrebbe solo a gestire la Taf per altri 6 anni, la Filippi perderebbe un contratto importante alla data del 12 dicembre).

I bussesi hanno risposto convinti (in 500 si sono presentati in assemblea) di intraprendere iniziative di lotta, dando vita a un comitato che già ieri sera ha cominciato a presidiare la sala consiliare, promettendo di non desistere fino a quando non sarà fatta chiarezza su quanto sta accadendo a loro insaputa.

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