Bonifica Bussi, Testa: «Un colpo di spugna»

22 Maggio 2020

Il consigliere regionale attacca il ministero dell’Ambiente. Il sindaco Lagatta: chiarirà la magistratura

BUSSI. «Mentre eravamo prossimi all’avvio dei lavori di bonifica delle discariche 2a e 2b di Bussi, con un colpo di spugna, il ministero dell’Ambiente ha annullato tutti gli atti finora compiuti e addirittura restituito 50 milioni di euro al ministero dell’Economia, fondi necessari per realizzare questo importante risultato che tutti attendiamo da decenni». Così, sulla vicenda della bonifica, interviene il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale, Guerino Testa, che replica alla consigliera M5S Sara Marcozzi. «La consigliera Marcozzi attesta che i fondi resterebbero all'Abruzzo, mentre sulla lettera inviata dal ministero si legge che lo stesso “ha provveduto a chiudere la contabilità speciale di cui sopra, con riassegnazione delle relative somme a favore del ministero dell' Economia”, senza indicare una specifica destinazione. Ora la procedura deve ricominciare da capo. La consigliera Cinque stelle ripete le informazioni che le giungono da Roma affermando che il progetto di bonifica non va più bene. I cittadini però si chiedono come mai, solo oggi, il ministero se ne accorge». E ancora: «Bene ha fatto il presidente Marsilio ad annunciare azioni giudiziarie, anche al fianco del Comune di Bussi. Sul piano politico, invece, il ministro Costa e la consigliera Marcozzi dovrebbero spiegare agli abruzzesi quali garanzie hanno che la società Edison rimuova tutti i rifiuti e ripristini quelle aree».
Anche il sindaco di Bussi, Salvatore Lagatta, invitato dalla consigliera Marcozzi a dimettersi, interviene mettendo sott’accusa l’operato recente del ministero: «Il gruppo dirigente del ministero dell'Ambiente, con l'arrivo del ministro Costa, è notevolmente cambiato e i nuovi funzionari avrebbero dovuto chiedere integrazioni al progetto o, se non soddisfatti, passare alla seconda ditta, mentre l'unica idea sulla quale hanno lavorato per due anni è stata quella di annullare la gara. Dopo 10 anni dalla scoperta della discarica», va avanti il sindaco, «questa amministrazione era riuscita a far approvare il Piano di caratterizzazione, ha fatto presentare il progetto di bonifica del commissario Goio e il ministero, su quel progetto, ha indetto una gara, aggiudicata prima in via provvisoria e poi in via definitiva. Tutto questo è stato vanificato dalla nuova gestione del dicastero dell'Ambiente» e, aggiunge, «solo la magistratura potrà dare una risposta ad una vicenda la cui gestione è viziata da comportamenti incomprensibili». Il sindaco replica poi a Marcozzi e ai consiglieri comunali di Progetto Bussi che hanno attaccato «il Comune e la Regione per avere rivendicato che si desse subito avvio alla bonifica delle discariche 2a e 2b e che non venissero persi i 50 milioni, e attribuendo a me la colpa di quanto sta avvenendo». Il ministero ha motivato la sua decisione facendo riferimento a un parere espresso dal Consiglio superiore dei lavori pubblici. «Il Consiglio dei lavori pubblici», rimarca Lagatta, «rileva carenza di approfondimenti del progetto, che avrebbe dovuto fare il ministero e non il sindaco».
Il sottosegretario all’Ambiente, Roberto Morassut, assicura: «L'Abruzzo non perderà i 50 milioni destinati al Sito di interesse nazionale (Sin) di Bussi sul Tirino»; le risorse appena saranno di nuovo disponibili verranno impiegate sempre per la discarica. Quanto all'annullamento della gara per il progetto dedicato all'intervento di bonifica, Morassut precisa che «il ministero ha agito in piena coerenza e correttezza a tutela del territorio e dei cittadini abruzzesi».