Bonifica discarica le associazioni tentano di mediare con Edison

19 Febbraio 2019

I rappresentanti di “Bussiciriguarda” il 7 marzo a Milano per verificare la disponibilità dell’azienda a un accordo

BUSSI SUL TIRINO. Torna di attualità la discarica dei veleni di Tremonti, la prima che fu scoperta 12 anni fa, a marzo 2007, dall'allora comandante del Corpo Forestale di Pescara Guido Conti e che, dopo gli interventi promossi dal commissario Adriano Goio per ridurre l'impatto ambientale (Palacontata e Cupping), ha registrato una fase di stallo mediatico, anche se la Edison, in maniera silente, ha lavorato sul sito, con controlli serrati e impianto di rilevatori delle modificazioni dei contenuti della falda.
A riaccendere le luci sul caso è il comitato “Bussiciriguarda” composto da Italia Nostra, Ecoistituto Abruzzo, Marevivo e Mila Donnambiente, che il 7 marzo prossimo, su propria richiesta, avrà un primo confronto con Edison presso la camera arbitrale di Milano (ove Edison ha sede legale), per verificare la disponibilità del colosso chimico ad avviare un procedimento di mediazione del conflitto ambientale, strumento innovativo di giustizia riparativa finalizzata alla risoluzione condivisa dei conflitti ambientali e alla tutela dell'ambiente. Una iniziativa del Comitato «per imboccare», si legge in un comunicato «una nuova e innovativa strada per una giustizia più veloce e più civile: quella della mediazione».
Le associazioni di Bussiciriguarda, furono ammesse come parti civili nei processi di primo e di secondo grado nelle lunghe vicende giudiziarie per la contaminazione delle acque e dei suoli conseguenti alle attività dello storico polo chimico di Bussi, attraverso i legali Veronica Dini del Foro di Milano e Pierluigi Tosone del Foro dell'Aquila. Il Comitato prende le mosse dalla sentenza di secondo grado che sebbene certifichi il disastro ambientale ne dichiara la prescrizione per il reato. Avere risposte in sede civile prenderebbe ancora molti anni, dunque la proposta di mediazione, anche perché «le associazioni di tutela ambientale, per legge, possono discutere e trattare solo dei danni patrimoniali subiti e non di quelli, ben più rilevanti, all'ambiente», dice il Comitato «che ci stanno invece a cuore e che sono di competenza statale».
Sul fronte invece delle discariche 2A e 2B, a monte della Tremonti, interviene il segretario del Pd Luigi Moscone per evidenziare responsabilità del sindaco Salvatore Lagatta e della sua giunta che hanno voluto la loro cessione al Comune di Bussi: «Un errore», afferma Moscone «consistito nell'aver sottoscritto il contratto con la ditta vincitrice dell'appalto di bonifica, la Dec-Deme, così come recita l'accordo ministeriale. Adesso si tenta di rimediare all'errore, ma non si capisce dove andremo a finire. Si accusano i poteri forti: gli stessi che fino a ieri, perché facevano comodo, erano ringraziati dal sindaco per il lavoro svolto. Vedi Solvay, che grazie alla frettolosa sottoscrizione di un atto, oggi non ha più obblighi verso la nostra comunità».
Moscone afferma di essere convinto che tutte le polemiche in atto si stiano «innescando per nascondere il fallimento della promessa di 180 posti di lavoro, fatta ai cittadini durante la campagna elettorale amministrativa e determinante per la sua rielezione».
Una mancata promessa, secondo il segretariod del Pd bussese, che sta facendo perdere credibilità all'amministrazione comunale e i risultati delle regionali ne sono la prova. «Dopo ritardi, omissioni e leggerezze di tutti i tipi, probabilmente si arriverà a un altro contenzioso, che contribuirà a ingrossare le tasche degli avvocati. A differenza del sindaco», conclude Moscone «noi come partito, e come si evince dalle dichiarazioni in consiglio comunale del nostro rappresentante, abbiamo sempre privilegiato i rapporti politici ed istituzionali, unica strada per la soluzione dei problemi del nostro paese».
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