Bonifica, il sindaco al Pd: «Sollecitate il ministero»

25 Ottobre 2018

Bussi, il sindaco Lagatta «sconcertato» dalle accuse sull’acquisizione da parte del Comune delle aree: «Condizione necessaria per l’utilizzo dei 44 milioni»

BUSSI SUL TIRINO. «Siamo sconcertati da quanto afferma il quartier generale del Partito democratico regionale, provinciale e comunale, che perpetuando un abbaglio grossolano inventa una accusa all'amministrazione comunale di Bussi totalmente infondata». A parlare, a nome di tutta l'amministrazione, è il sindaco Salvatore Lagatta, che le qualifica anche come insinuazioni "fastidiose e calunniose" in grado solo di ritardare i processi di reindustrializzazione. In una nota diffusa qualche giorno fa infatti, i segretari regionale, provinciale e comunale Di Sabatino, Tocco e Moscone, affermano che il sindaco dovrebbe annullare l'atto notarile con il quale il Comune è divenuto proprietario delle aree 2A e 2B e quindi restituirle a Solvay, in quanto non avrebbe potuto sottoscrivere il passaggio in mancanza di una data certa dell'inizio della bonifica e mancando la firma di un contratto con la ditta aggiudicaria dell'appalto. Lagatta ricorda che «l'atto notarile di acquisizione delle aree inquinate 2A e 2B è stato chiesto formalmente al Comune dal Ministero dell'Ambiente per rendere legittimo l'utilizzo dei 44 milioni di finanziamento pubblico,(più 1,5 mnl Deliberati dalla Regione) e rispetta fedelmente l'Accordo di Programma con il Ministero». Senza l'acquisizione del terreno da parte del Comune, non sarebbe stato possibile per il ministero stipulare il contratto con la ditta vincitrice della gara per la bonifica a cui è stata aggiudicato l'appalto fin da febbraio 2018. L'acquisizione delle aree pertanto e da considerarsi la condizione formale ed indispensabile per poter firmare il contratto di appalto da parte del Ministero. Ma l'aspetto surreale», riprende Lagatta «è che il Pd non spende una parola sul vero problema, su cui il Comune si batte da mesi e cioè l'inspiegabile ritardo di 8 mesi nella firma del contratto di affidamento dei lavori da parte del ministero. Come mai il Pd evita di chiedere al ministero dell'Ambiente di firmarlo? È questo l'unico vero problema, ma incredibilmente il Pd tace».
Nel frattempo l'amministrazione ha già attivato un contenzioso con il ministero richiamando lo stesso a rispettare i compiti previsti dalla legge per chi esercita il ruolo di stazione appaltante. «Il Comune non ha, e non può avere, alcun obbligo di messa in sicurezza delle aree acquisite, in quanto si tratta di terreni dove è prevista la Bonifica totale», fa rilevare Lagatta. «L'annullamento del passaggio di proprietà delle aree è sempre possibile, viste le clausole di salvaguardia previste nell'Accordo di Programma, ma deve essere chiaro che ciò vanificherebbe quanto fatto da questa amministrazione, privandoci di svolgere un ruolo attivo e di controllo nella fase di bonifica. Ma il Pd», conclude «sa dov'è Bussi e dove sono le aree inquinate? Sa che per individuare il responsabile dell'inquinamento la Provincia ha impiegato decenni?».